Pa Bolzano. Liste d’attesa: nuovi criteri per gli accessi alle prime visite non urgenti. Via libera a nuovo Piano triennale

Pa Bolzano. Liste d’attesa: nuovi criteri per gli accessi alle prime visite non urgenti. Via libera a nuovo Piano triennale

Pa Bolzano. Liste d’attesa: nuovi criteri per gli accessi alle prime visite non urgenti. Via libera a nuovo Piano triennale
Il piano provinciale si attiene a quanto previsto dal corrispondente piano nazionale. L’assessore Widmann: “Dobbiamo trovare la quadratura del cerchio, offrendo prestazioni sanitarie adeguate e tempestive a tutti i cittadini”.

La problematica dei tempi di attesa è diffusa in quasi tutti i paesi ed è una delle sfide più complesse per i sistemi sanitari. Mentre aumenta la richiesta di visite specialistiche, il personale medico e tecnico assistenziale è in calo – una tendenza riscontrata anche in Alto Adige. "Dobbiamo trovare la quadratura del cerchio, offrendo prestazioni sanitarie adeguate e tempestive a tutti i cittadini", ha sottolineato l’assessore Thomas Widmann durante la conferenza stampa successiva alla seduta della Giunta provinciale che ha approvato il piano triennale 2019-2021 per le liste d'attesa.
 
Priorità, prescrizioni appropriate, ambito di garanzia
Quanto alle tempistiche, il piano provinciale si attiene a quanto previsto dal corrispondente piano nazionale. Le visite con classe di priorità B (prioritarie) dal 2021 dovranno essere eseguite entro 10 giorni; le visite specialistiche differibili (classe di priorità D) entro 30 giorni, gli esami diagnostici differibili entro 60 giorni. Per le prestazioni programmabili in un arco temporale maggiore (classe di priorità P) sono previsti 120 giorni. Sono fatte salve le prestazioni urgenti che dovranno essere garantite entro 24 ore anche in futuro. Fondamentale per poter rispettare questi obiettivi è la cosiddetta appropriatezza prescrittiva. "Il tipo di prestazione prescritta dal medico e la classe di priorità attribuita sono dati che si ripercuotono su tutto il sistema", ha precisato Widmann. Entro i termini di cui sopra, ai pazienti dovrà essere proposto un appuntamento all’interno del territorio provinciale, definito come ambito di garanzia. "Ciò significa che si propone il primo appuntamento disponibile a prescindere dal comprensorio di residenza. Se il paziente preferisce attendere di più per ottenere una visita in una struttura più vicina, i tempi si considerano rispettati anche se dovesse attendere oltre i termini previsti", ha spiegato Widmann.  
 
Le misure per ridurre le liste d'attesa
Per porre un freno ai tempi di attesa le misure sono soprattutto di tipo organizzativo e amministrativo. Un punto importante riguarda lo sfruttamento delle apparecchiature diagnostiche, prolungando gli orari di esercizio e attraverso l’assunzione del personale necessario. Inoltre si punta a potenziare l’assistenza primaria, ad esempio con il nuovo ambulatorio per le cure primarie nel Pronto soccorso di Bolzano e l’ampliamento delle offerte nei distretti. Ulteriori misure riguardano l’acquisto di prestazioni aggiuntive da strutture private e l’ottimizzazione del sistema di prenotazione, con il CUPP e l’introduzione di nuovi canali di prenotazione digitali.
 
Gli obiettivi in Alto Adige
La gestione dei tempi di attesa è in cima alle priorità dell’assessore dall’inizio della legislatura, diverse misure sono quindi in elaborazione già da tempo. Ad agosto sono stati definiti gli obiettivi per quattro ambiti pilota con maggiore richiesta. "In dermatologia, oculistica e otorinolaringoiatria vogliamo effettuare il 90% delle visite prioritarie entro 10 giorni e l’80% delle visite differibili entro 30 giorni già entro il 2020. Per quanto riguarda le risonanze magnetiche, l’obiettivo è quello di svolgere l80% delle visite differibili entro 60 giorni entro il 2020", ha concluso Widmann.

06 Novembre 2019

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