Pa Bolzano. Stocker: “In farmacia sia garantita la riservatezza”

Pa Bolzano. Stocker: “In farmacia sia garantita la riservatezza”

Pa Bolzano. Stocker: “In farmacia sia garantita la riservatezza”
Da una verifica del Centro consumatori ed utenti dell’Alto Adige su 15 farmacie è emerso che solo 1 aveva sul pavimento una linea che indicava agli utenti in attesa la distanza da tenere dal bancone. In altre due farmacie c'erano cartelli che chiedevano rispetto della riservatezza. L'assessore annuncia l'intenzione di affrontare la questione con l’Associazione dei farmacisti e Federfarma.

Richiamo dell’assessore alla Sanità della PA di Bolzano, Martha Stocker, sull’importanza di garantire la riservatezza in farmacia. “La riservatezza è sempre un requisito di particolare importanza laddove vengono trattate questioni riguardanti la salute e la malattia delle persone”, dichiara Stocker in una nota in cui si annuncia l’intenzione di inserire la tematica all’ordine del giorno dell’incontro previsto con l’Associazione dei farmacisti e Federfarma.

L’intervento dell’assessore arriva all’indomani della verifica effettuata dal Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) dell’Alto Adige su 15 farmacie campione dopo che a seguito delle lamentele di “alcuni consumatori” per “la grave mancanza di privacy all'interno delle farmacie”. Secondo il CTCU, gli utenti delle farmacia altoatesine si sentirebbero “poco protetti da orecchie indiscrete durante il servizio al banco. Troppo spesso, infatti, gli altri clienti presenti, riescono tranquillamente a seguire la conversazione che ovviamente, in un luogo del genere, è quasi sempre molto confidenziale. In particolare, gli abitanti nelle vallate ci hanno riferito che spesso preferiscono mettersi in viaggio verso una farmacia di città, dove possono restare anonimi, piuttosto che recarsi nella farmacia del paese dove risiedono”.

Il CTCU ha quindi voluto verificare l’eventuale presenza di linee demarcatrici a terra, di cartelli o di divisorie volte a garantire un dialogo riservato con i clienti. E’ stato poi testata l’eventuale reazione ad una intrusione durante un colloquio tra cliente e farmacista.

“I risultati purtroppo – riferisce il CTCU in una nota – sono tutt'altro che rassicuranti. Solo in una delle 15 farmacie visitate, una linea sul pavimento indicava la distanza di cortesia che andrebbe mantenuta. In altre due farmacie abbiamo trovato alcuni cartelli che chiedevano rispetto alla riservatezza, rimanendo a debita distanza da chi era servito prima di noi. Nelle restanti 12 farmacie, nessuna indicazione ricordava di mantenere la dovuta distanza di cortesia. Di conseguenza, i clienti si avvicinavano al bancone, piazzandosi a volte anche molto vicino a chi già stava acquistando dei farmaci: la privacy quindi era di fatto inesistente. In alcune farmacie i clienti a momenti si spintonavano per assicurarsi d' essere serviti per primi. Da dietro il bancone, invece, nella maggior parte dei casi, nessuna reazione a questi comportamenti. In ogni caso, il nostro “tester” indiscreto, non ha mai avuto alcun problema ad avvicinarsi al bancone tanto da poter ascoltare tutto quello che cliente e farmacista si stavano dicendo. Nessuno degli addetti ha mai reagito con un rimprovero neppure le volte in cui, durante il nostro test, ci avvicinavamo così tanto da sfiorare i clienti stessi. Una volta sola il “tester” ha ricevuto un occhiataccia dal farmacista”.

“In particolare – riassume Walther Andreaus, Direttore del CTCU – nelle realtà di paese, dove tutti sanno già quasi troppo di tutti, una distanza di cortesia nelle farmacie andrebbe effettivamente fatta rispettare: in fin dei conti sono luoghi in cui si discute di problemi di salute, e la riservatezza dovrebbe essere un must assoluto. Il continuo aumento delle lamentele a riguardo prova che il problema è molto sentito fra i consumatori”. Per questo il CTCU ha sollecitato l'assessore Stocker a “vigilare, anche alla luce dell'implementazione prevista del fabbisogno dei servizi sanitari di vicinato, espletati dalle farmacie” e a “far rispettare anche l'importante questione della privacy dei pazienti. Qui si stanno, infatti, violando i diritti dei pazienti”.

05 Agosto 2016

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