Parte il tour di Riccardi negli ospedali della Regione

Parte il tour di Riccardi negli ospedali della Regione

Parte il tour di Riccardi negli ospedali della Regione
Prima tappa: Pordenone. “Ho deciso di partire da qui come gesto di attenzione nei confronti di un territorio che, più degli altri, è stato fortemente penalizzato”, ha detto il vicepresidente della Regione con delega alla Salute. Che ha evidenziato la necessità di un dialogo e ascolto del territorio “più fitto, affinché le decisioni della politica - anche in tema sanitario - non siano frutto di un mero calcolo numerico”.

“Negli incontri con le strutture ospedaliere della regione, ho deciso di partire da Pordenone come gesto di attenzione nei confronti di un territorio che, più degli altri, è stato fortemente penalizzato da due importanti riforme: quella della Sanità e degli Enti locali”. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi al termine della doppia visita compiuta ieri in due ospedali del pordenonese. Dapprima l'esponente dell'esecutivo ha fatto tappa a San Vito la Tagliamento dove, insieme al direttore dell'Aas 5 Giorgio Simon e al direttore centrale Salute Gianni Cortiula, si è recato al nosocomio locale compiendo un sopralluogo all'hospice, al centro di assistenza primaria e al cantiere dove si stanno compiendo degli ampliamenti dei padiglioni esistenti.

Successivamente Riccardi si è spostato a Pordenone, dove ha visitato l'area di via Montereale dove sorgerà la nuova struttura ospedaliera e la cittadella della salute, per poi incontrare i vertici della direzione generale e i rappresentanti del personale medico e dei gruppi di volontariato. In quest'ultima occasione il vicepresidente ha puntualizzato alcuni aspetti fondamenti sui quali sarà incentrata l'azione di governo di questa legislatura, chiarendo anche il motivo per cui ha scelto il Friuli occidentale quale punto di partenza della sua fase di ascolto del territorio.

“Nella precedente legislatura – ha detto Riccardi – si è lavorato a due importanti riforme che sono quelle della Salute e degli Enti locali, importanti pilastri dell'architettura istituzionale della Regione che però non dialogavano tra di loro. Di questo problema, il pordenonese è stato molto probabilmente il territorio che in Friuli Venezia Giulia ha vissuto con maggior criticità il doppio cambiamento, da un lato con l'accorpamento tra ospedale e territorio e dall'altro con la perdita, per primo, della Provincia. Si sono messi in atto quindi due mutamenti senza però individuare soluzioni che rispondessero realmente alle esigenze e alle abitudini del cittadino”.

Sotto questo aspetto, Riccardi ha quindi evidenziato come sia necessario che, da qui in futuro, il dialogo e l'ascolto del territorio sia sempre più fitto, affinché le decisioni della politica – anche in tema sanitario – non siano frutto di un mero calcolo numerico “quanto invece di un processo partecipativo che dia risposte efficaci ed efficienti alle esigenze delle persone”.

Il vicepresidente ha voluto ricordare inoltre la necessità di ricreare un dialogo tra sanità e territorio, confronto che deve necessariamente passare attraverso il ruolo dei sindaci e degli enti da essi rappresentati.

Quindi tenendo conto delle criticità e dei suggerimenti emersi negli interventi dei rappresentanti dei primari, dei medici, del personale amministrativo e del volontariato, Riccardi ha dapprima sottolineato di aver trovato davanti a sé “tantissime persone concentrate nel fare di più e meglio il proprio lavoro. È questo un patrimonio del quale dobbiamo essere orgogliosi, difenderlo e metterlo nelle condizioni di svolgere la propria attività nel migliore dei modi”.

Il vicepresidente ha infine evidenziato di aver percepito in alcune circostanze un senso di preoccupazione e demotivazione tra gli operatori del servizio sanitario, “aspetto questo sul quale dobbiamo intervenire per ridare loro quella fiducia che ha consentito alla sanità del Friuli Venezia Giulia di essere sempre ai vertici delle classifiche nazionali per qualità ed efficienza”.

14 Giugno 2018

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