Peste suina africana. Giani firma l’ordinanza per rafforzare le misure di prevenzione 

Peste suina africana. Giani firma l’ordinanza per rafforzare le misure di prevenzione 

Peste suina africana. Giani firma l’ordinanza per rafforzare le misure di prevenzione 
L’ordinanza mette a disposizione per le zone di restrizione 360 mila euro che saranno gestiti dalla Azienda Usl Toscana Nord Ovest: 300 mila euro serviranno per gli interventi di contrasto alla malattia, 60 mila euro saranno destinati ai comuni per la creazione di punti di stoccaggio delle carcasse, una delle attività prioritarie.

Firmata dal presidente della Regione Eugenio Giani l’ordinanza che dispone le “misure di prevenzione, controllo ed eradicazione della peste suina africana (Psa)”. L’atto fa seguito ai focolai che hanno interessato lo scorso luglio il comune di Zeri (Ms), al confine con la Liguria, area già sottoposta ad attento controllo come zona di massima allerta (ovvero la zona di restrizione 2).

L’ordinanza regionale punta a facilitare l’attuazione di quella nazionale del Commissario straordinario alla peste suina africana adottata il 10 maggio 2024 (“Misure di applicazione del ‘Piano straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali e l’aggiornamento delle azioni strategiche per l’elaborazione dei piani di eradicazione nelle zone di restrizione da peste suina africana anni 2023-2028’: controllo ed eradicazione della peste suina africana”).

Il presidente Giani ha spiegato che si tratta di “un atto urgente, determinato dall’entrata anche della Toscana in zona di restrizione 2, col quale abbiamo voluto attuare tutte le azioni previste dal Commissario straordinario declinandole per il nostro territorio e cercando di coinvolgere tutti i soggetti che operano nel settore. È di fondamentale importanza infatti la salvaguardia delle produzioni zootecniche toscane e delle filiere ad esse collegate, che forniscono prodotti di altissima qualità esportati in tutto il mondo e che assicurano in aree rurali un livello importante di occupazione”.

“Desidero ringraziare – ha aggiunto Giani –, sia per le attività svolte che per quelle che saranno fatte da oggi in poi, tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni al volontariato, che come in altre occasioni sapranno operare con serietà e spirito collaborativo”.

Per le zone di restrizione vengono coordinate ed integrate sia le misure sanitarie che quelle faunistiche, dato che la lotta per eradicare la Psa si attua riguardo ai suini sia domestici che selvatici. L’ordinanza provvede ad allineare le procedure regionali con quelle nazionali che già a livello centrale puntavano a velocizzare le procedure burocratiche relative al depopolamento dei cinghiali e le misure di prevenzione ed eradicazione della malattia, nonché aumentare l’efficacia delle azioni.

L’ordinanza mette a disposizione per le zone di restrizione 360 mila euro che saranno gestiti dalla Azienda Usl Toscana Nord Ovest: 300 mila euro serviranno per gli interventi di contrasto alla malattia, 60 mila euro saranno destinati ai comuni per la creazione di punti di stoccaggio delle carcasse, una delle attività prioritarie.

Nelle aree a restrizione anche la gestione faunistica assume una valenza sanitaria. Il servizio veterinario della Azienda Usl Toscana Nord Ovest attraverso i Gruppi operativi territoriali (Got), coordinerà tutti gli enti e soggetti coinvolti: oltre ai servizi regionali veterinari e faunistici, anche polizia provinciale, Ambiti territoriali di caccia (Atc), istituti faunistici privati, Carabinieri forestali ed Enti parco, sia nazionali che regionali.

Le procedure di intervento erano già state condivise preventivamente tra le competenti strutture della Regione e l’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, data la diffusione della malattia in regioni confinanti con la Toscana. Inoltre, al fine di contenere l’ulteriore diffusione del virus e limitare eventuali ricadute di tipo economico, erano già state disposte tutte le procedure di sorveglianza e controllo sul territorio interessato dal rinvenimento, grazie anche alla collaborazione del comune di Zeri e dei cacciatori locali dell’Atc.

La Regione è in costante contatto con il Ministero della Salute e il Commissario straordinario per la peste suina. La peste suina africana non è una zoonosi, pertanto è una malattia che non si trasmette all’uomo ma solo ai suini, sia selvatici (cinghiali) che domestici.

02 Settembre 2024

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