Piano d’azione per la salute mentale, residenzialità e domiciliarità. La Regione al lavoro per completare gli interventi

Piano d’azione per la salute mentale, residenzialità e domiciliarità. La Regione al lavoro per completare gli interventi

Piano d’azione per la salute mentale, residenzialità e domiciliarità. La Regione al lavoro per completare gli interventi
Stamani incontro tecnico promosso dall’assessorato alla Sanità. Saitta: “Punteremo su prevenzione e presa in carico precoce, non solo in senso sanitario, rafforzando gli interventi verso l'autonomia dei pazienti, ovvero a sostegno dell'abitare, del lavoro, della socializzazione”.

“Dopo gli atti sulla residenzialità, abbiamo proseguito con il Piano d’azione della Salute mentale ed ora ci accingiamo ad affrontare il tema della domiciliarità: tutti percorsi che vogliamo condividere con i soggetti istituzionali e gli operatori coinvolti”. Cosi l’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, questa mattina in conclusione all’incontro tecnico che si è tenuto a Palazzo Lascaris, promosso dall’Assessorato alla Sanità in collaborazione con il Consiglio regionale, presenti il Presidente dell’Assemblea Nino Boeti, il presidente della quarta Commissione Domenico Rossi ed alcuni consiglieri.

“Lavoriamo insieme – ha detto Saitta – per integrare il sistema sanitario con il sociale. Conosciamo i problemi ed anche i limiti, ma in questi anni abbiamo sperimentato un approccio innovativo che rimettesse al centro dell’attenzione non solo degli addetti ai lavori il tema della salute mentale.

Presente l’assessore alle Politiche sociali, Augusto Ferrari: “Occorre trasferire- ha detto Ferrari- questa visione complessiva e mirata alla prevenzione in azioni come il sostegno alla genitorialità, con una attenzione particolare sulla fase dell'adolescenza, sulle famiglie migranti, sul fenomeno dei minori stranieri non accompagnati. Perché in ognuno di questi campi possono crescere faglie di solitudine che costituiscono l'humus per l'esordio del disagio psichico.”

Le malattie mentali sono in aumento in Piemonte, in Italia e in tutto l'Occidente, soprattutto quelle cosiddette lievi legate a depressione, ansia e disturbi della personalità. I servizi sanitari, pensati per i disturbi psichiatrici più gravi come le psicosi, oggi si trovano ad affrontare problemi nuovi.

“Il tema della sanità mentale, in ottica sociale  deve tornare al centro dell'agenda politica nazionale– ha aggiunto Saitta. Questo piano punta a migliorare la governance del sistema con l'istituzione di organi di partecipazione e controllo, e a diffondere maggiormente le informazioni su ciò che il pubblico offre. Ci saranno azioni mirate a superare lo stigma affinché le persone non abbiano remore a cercare aiuto e cure, ed è prevista più formazione, non solo per gli operatori ma anche per i familiari e la comunità. Punteremo su prevenzione e presa in carico precoce, non solo in senso sanitario, rafforzando gli interventi verso l'autonomia dei pazienti, ovvero a sostegno dell'abitare, del lavoro, della socializzazione.”

Tra gli interventi, moderati da Massimo Rosa, il dottor Enrico Zanalda ha illustrato organizzazione ed attività dei dipartimenti di salute mentale in Piemonte, il dottor Vincenzo Villari un modello di governance della salute mentale ed il professor Secondo Fassino il ruolo dell’Università nella formazione e nella ricerca.

Sollecitati dal direttore dell’Ires, Marco Sisti, Franca Beccaria di Eclectica e le ricercatrici Ires Chiara Rivorio e Gabrielle Viberti hanno presentato percorso e contenuti della stesura del piano. Numerosi anche le testimonianze dei partecipanti ai tavoli di lavoro.

03 Luglio 2018

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