Piemonte. Bagarre tra l’assessore Icardi e la Fnomceo su medici laureati in Pronto soccorso

Piemonte. Bagarre tra l’assessore Icardi e la Fnomceo su medici laureati in Pronto soccorso

Piemonte. Bagarre tra l’assessore Icardi e la Fnomceo su medici laureati in Pronto soccorso
L’assessore ha annunciato l’intento di inserire 100-150 medici non specializzati nei pronto soccorso. “Altrimenti li chiudiamo”. Contro la proposta il presidente della Federazione degli ordini dei medici: “A nessuno è consentito violare le norme di legge. Nel servizio sanitario nazionale i dirigenti medici devono possedere per legge il titolo di medici specialisti”.

“O mettiamo 100-150 medici non specializzati nei pronto soccorso o li chiudiamo”. È quanto ha affermato in Consiglio regionale l'assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi. La Regione, ha spiegato, fronteggera' la carenza di specialisti formando in sei mesi medici generici per inserirli nei pronto soccorso ospedalieri.
 
Icardi ha poi annunciato che ci saranno cinquanta nuove borse di studio per i medici specializzandi per far fronte alla carenza di personale medico specialista in regione. Nel rispondere all'interrogazione del consigliere di Luv, Marco Grimaldi, l'assessore ha specificato che la Giunta si è impegnata a passare dalle attuali 10 borse di studio disponibili a 15, cosi suddivise: 3 nel settore Anestesia, rianimazione-terapia intensiva e del dolore; 4 per medicina d'emergenza-urgenza; 4 ortopedia e traumatologia e 4 per pediatria, per un totale di 1.929.000,00 euro. Nei prossimi mesi la Giunta finanzierà altre 35 borse di studio per arrivare ad un totale di 50, portando cosi il Piemonte ai livelli di Lombardia e Veneto. La giunta ha inoltre ottenuto dal Ministero che alle 382 borse di studio finanziate fino ad oggi, ne vengano aggiunte altre 129, per un totale di 511 borse di studio stanziate con fondi ministeriali
 
Tra le altre misure annunciate da Icardi: un protocollo d'intesa con l'Università degli studi di Torino e del Piemonte Orientale per definire le modalità di svolgimento della formazione specialistica a tempo parziale per gli specializzandi che avranno un rapporto di lavoro a tempo determinato presso le Aziende del Sistema sanitario regionale e la predisposizione di un avviso per la formulazione di una graduatoria separata per l'accesso al corso di formazione di Medicina generale da parte di coloro che sono già stati dichiarati idonei in precedenti concorsi, senza borsa di studio. «Un'offerta formativa questa – conclude l'assessore- che aumenterà il numero dei partecipanti al corso di circa 150-170 unità che si aggiungeranno alle 120 unità con borse di studio già definite per il corso 2019/2022 con finanziamento statale».
 
“Questa crisi – ha chiarito Icardi – è causata dalle sciagurate politiche di formazione degli anni passati: il 60% dei medici uscito dalle Università non ha potuto entrare in una specialità. Noi abbiamo fatto la nostra parte, portando da 10 a 15 le borse di studio finanziate dalla Regione, con un esborso di quasi due milioni. Ne abbiamo ottenute altre 35 da fondazioni e privati, arrivando a 50, che si aggiungono alle 511 finanziate dal Ministero. È un grande risultato” A chi ritiene che l'assenza di specialisti pregiudichi la qualità del servizio, Icardi ha ricordato che “nei pronto soccorso piemontesi l'84% dei pazienti sono codici bianchi e codici verdi”.
 
Ma la proposta ha scetanato la reazione del presidente della Fnomceo Filippo Anelli. “A nessuno è consentito violare le norme di legge. Nel servizio sanitario nazionale i dirigenti medici devono possedere per legge il titolo di medici specialisti. Un uso così massiccio di medici non specialisti non può essere giustificato come provvedimento di emergenza. Ribadiamo che la formazione è strettamente correlata con la qualità delle prestazioni. L’unica via per trovare una soluzione che limiti la dequalificazione del sistema è coinvolgere i rappresentanti della professione, le università e le organizzazioni sindacali, per trovare insieme una strada che possa rispondere alla grave carenza dei medici specialisti”.

10 Settembre 2019

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