Piemonte. Corte dei Conti su bilancio 2015. Criticità legate alle strutture private accreditate e alla responsabilità professionale 

Piemonte. Corte dei Conti su bilancio 2015. Criticità legate alle strutture private accreditate e alla responsabilità professionale 

Piemonte. Corte dei Conti su bilancio 2015. Criticità legate alle strutture private accreditate e alla responsabilità professionale 
La relazione ha accertato che ad alcune private accreditate siano state autorizzate attività in assenza dei requisiti previsti dalla normativa regionale e, addirittura, in presenza di parere negativo della Commissione di vigilanza che aveva individuato gravi carenze strutturali. Altro nodo riguarda le aziende ospedaliere che hanno liquidato sinistri senza ricevere poi il corrispondente trasferimento da parte della Regione. 

La spesa sanitaria piemontese, relativa all’esercizio finanziario del 2015, presenta due criticità di rilievo: i controlli sulle prestazioni effettuate dalle strutture private accreditate e le modalità di gestione dei sinistri legati alla responsabilità professionale del personale sanitario o, in generale, delle strutture sanitarie. E’ quanto emerge dalla relazione elaborata dal procuratore regionale per il Piemonte della Corte dei Conti ‘Giudizio di parificazione del rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2015’.
 
Per quanto concerne il primo aspetto state accertate irregolarità sia nella fase del rilascio dell’autorizzazione – accreditamento delle strutture sanitarie che nelle attività di controllo successive. E’ risultato che, in alcuni casi, siano state autorizzate attività in assenza dei requisiti previsti dalla normativa regionale e, addirittura, in presenza di parere negativo della Commissione di vigilanza che aveva individuato gravi carenze strutturali. E’ risultato, si fa notare, “che in alcuni casi, siano state autorizzate attività in assenza dei requisiti previsti dalla normativa regionale e, addirittura, in presenza di parere negativo della Commissione di vigilanza che aveva individuato gravi carenze strutturali”. E se anche si tratta di casi singoli, “è necessario che venga compiuto uno sforzo maggiore da parte dell’Amministrazione regionale per verificare se le disposizioni regolamentari sono sufficienti e se la concreta organizzazione territoriale di verifica opera in modo adeguato”.

In merito al secondo punto la relazione osserva che la Regione ha scelto di costituire un fondo con risorse regionali per sostenere i costi dei sinistri di ammontare fino a 500mila euro, prevedendosi una copertura assicurativa solo per i sinistri di ammontare superiore, fatte salve alcune eccezioni. All’esito dell’istruttoria delle denunce pervenute (nel 2015 sono state 867) o a seguito di sentenza, le Aziende sanitarie provvedono al risarcimento dei danni per il tramite dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino che è stata incaricata dalla Regione di provvedere al pagamento ai terzi per conto di essa.

Nel bilancio regionale è stato individuato un capitolo nel quale sono stati stanziati 26 milioni di euro, per far fronte ai singoli pagamenti. Le verifiche condotte sul capitolo relativo alla responsabilità sanitaria e presso l’Azienda incaricata dei pagamenti hanno evidenziato che, a partire dal 2012, la Regione ha stanziato, in ciascun anno, 26 milioni, che nel corso di ciascun esercizio li ha impegnati e portati a residuo poiché non ha ancora provveduto all’effettivo versamento all’Azienda incaricata dei pagamenti, la quale, peraltro, ha già provveduto a liquidare numerosi sinistri verificatisi negli anni 2012 – 2015.  Tuttavia in questo modo l’Azienda Ospedaliero – Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino ha anticipato con risorse proprie di bilancio e, vista la sua situazione finanziaria, con anticipazione di tesoreria, “risorse che la Regione avrebbe dovuto trasferire. Si tratta di una modalità operativa che non risponde a sani criteri di gestione finanziaria e che deve essere modificata, anche al fine di evitare l’insorgenza di situazioni di danno alla finanza pubblica”.
 

04 Luglio 2016

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