Piemonte. Dal 1 ottobre arrivano le “fasce” tariffarie per l’assistenza agli anziani

Piemonte. Dal 1 ottobre arrivano le “fasce” tariffarie per l’assistenza agli anziani

Piemonte. Dal 1 ottobre arrivano le “fasce” tariffarie per l’assistenza agli anziani
Una piccola rivoluzione. Nel metodo e per il portafoglio, quella messa a punta dalla Giunta che ha stabilito diverse fasce tariffarie legate alla complessità dell’assistenza per gli anziani non autosufficienti. Per la Regione si risparmierà garantendo i Lea, ma i sindacati non ci credono.

Manca ormai meno di un mese all’avvio del nuovo sistema di tariffe delle prestazioni di assistenza residenziale per gli anziani non autosufficienti del Piemonte. Obiettivo: pagare il giusto in rapporto all’assistenza ricevuta.


 


Per farlo sono previste diverse soglie tariffarie legate alla complessità dell'assistenza e per evitare che chi oggi paga meno si trovi di botto con rette più alte sono stati previsti quattro scalini  temporali che andranno a coprire la differenza tra la tariffa attualmente in vigore e quella definita nel Piano.


 


Non è stato invece toccato il budget complessivo in capo alle Asl per il pagamento della quota sanitaria delle rette che resta sostanzialmente quello del 2012 con 265 milioni di euro. Il budget è stato infatti determinato partendo dal consuntivo dell’anno scorso, mantenendo inalterata la spesa effettiva (al netto della spesa dei “costi di produzione”), ma prevedendo un recupero di risorse grazie alla riduzione media del 3,3% delle tariffe di ricovero e al riallineamento al Dpcm 29 novembre 2001 (Lea) della quota di compartecipazione sanitaria nelle tariffe con la definizione dei livelli di Alta intensità, Alta intensità incrementata e Nuclei Alzheimer temporanei.

I risparmi ottenuti saranno investiti nell’incremento tendenziale del 15% dei posti letto disponibili per il servizio sanitario regionale. La delibera prevede il monitoraggio della Regione per valutare l’effettivo andamento delle convenzioni e l’applicazione delle nuove norme introdotte.

“Il provvedimento è anche il frutto di un lungo e articolato confronto con le istituzioni del territorio, gli enti gestori e le parti sociali che hanno fatto pervenire le loro osservazioni – ha sottolineato l’assessore alla Sanità e Politiche sociali  Ugo Cavallera – Il nuovo Piano tariffario, che ha validità biennale, inserito nel contesto della presa in carico della persona non autosufficiente, garantisce il rispetto dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di maggiore appropriatezza ed efficacia”.


 


Ma per il segretario della Cisl biellese, Roberto Bompan, le cose non starebbero così: “È una valutazione ragionieristica che mira al risparmio, perché alcune strutture danno prestazioni assistenziali che non sono necessarie, ma il mio timore è che si traduca in un incremento delle spese per gli ospiti e per le famiglie. Ci sono alcune diminuzioni, ma la comparazione da noi fatta rivela che nella maggioranza dei casi si tratta di aumenti. Sui posti letto, poi, in Piemonte ne servono 20.400 in più per raggiungere la quota del 2 % del numero di over 65: recuperando il 15 % ne avremo solo circa 15 mila in più”.

25 Agosto 2013

© Riproduzione riservata

Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici
Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici

Nuova iniziativa della Regione Veneto per rendere più attrattiva la professione di Medico di Medicina Generale. Su proposta dell’Assessore alla Sanità, Gino Gerosa, la Giunta regionale, riunitasi oggi sotto la...

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle
Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle

Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici e, in molti casi, potrebbero essere evitate...

Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania
Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania

Oltre 115 milioni di euro di finanziamenti statali destinati all’edilizia sanitaria tornano disponibili perché legati a interventi non portati avanti nei tempi previsti o non aggiudicati. È quanto stabilisce il...