Piemonte. Ospedale unico Asl To5, Saitta: “Progetto strategico per aumentare offerta e potenziare servizi territoriali”

Piemonte. Ospedale unico Asl To5, Saitta: “Progetto strategico per aumentare offerta e potenziare servizi territoriali”

Piemonte. Ospedale unico Asl To5, Saitta: “Progetto strategico per aumentare offerta e potenziare servizi territoriali”
Per l’assessore “sarebbe illogico continuare a ‘rattoppare’ ospedali vetusti” e “non in grado di ospitare i 460 posti letto assegnati all’Asl”. E respinge gli allarmi sulla chiusura degli attuali ospedali: “Chi lo dice dice il falso e solo per alimentare strumentalmente le paure dei cittadini. I vecchi ospedali continueranno a funzionare fino a quando non sarà pronto il nuovo, e anche dopo potranno essere sede di servizi ambulatoriali e territoriali”.

“Una cosa deve essere chiara: non si abbandona nulla! I vecchi ospedali dell’ASLTO5 continueranno a funzionare fino a quando non sarà pronto il nuovo, e anche dopo potranno essere sede di servizi ambulatoriali e territoriali. Quindi, chi dice che intendiamo chiudere gli attuali ospedali di Chieri, Moncalieri e Carmagnola dice il falso e lo dice solo per alimentare strumentalmente le paure dei cittadini. L’ospedale deve essere il luogo in cui si va poche volte nella vita, il luogo dove si  va quando c’è un problema grave e acuto che richiede una risposta ad alta tecnologia, mentre le prestazioni a media e bassa tecnologia devono essere garantite sul territorio. Per questo la realizzazione del nuovo ospedale andrà di pari passo con la riorganizzazione e il potenziamento dei servizi territoriali”. A chiarirlo è stato l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta intervenendo lunedì sera a Chieri, al convegno “I perché dell’ospedale unico”, organizzato dal Sindaco Claudio Martano.

All’incontro il Direttore Generale dell’ASLTO5 Massimo Uberti, e alcuni medici dei tre presìdi di Chieri, Moncalieri e Carmagnola, hanno illustrato le ragioni che stanno alla base del progetto del nuovo ospedale unico dell’ASLTO5. “Ringrazio i medici per i loro interventi molto approfonditi a sostegno di questo importante investimento che ha come obiettivo la realizzazione di un nuovo moderno ospedale che garantisca la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari”, ha commentato Saitta. Secondo il quale “sarebbe illogico continuare a ‘rattoppare’ ospedali vetusti, che necessiterebbero non solo di un ammodernamento e della messa a norma (per la sicurezza e per il confort), ma anche di ampliamenti significativi, visto che attualmente i tre presìdi non sono in grado di ospitare i 460 posti letto assegnati all’Asl. Servirebbero 40 milioni di euro solo per mettere a norma gli attuali ospedali ed evitare che qualcuno domani li chiuda, pertanto è la logica a dirci che è preferibile investirne 150 milioni per un nuovo  e moderno ospedale”.

L’assessore Saitta ha poi illustrato l’iter per la realizzazione del progetto. “Il gruppo tecnico dell’assessorato sta completando il quadro delle aree per la localizzazione dell’ospedale, aree che devono risultare idonee alla luce di precisi parametri fissati nel Protocollo d’intesa (essere baricentriche, rispettare i vincoli ambientali ed idrogeologici, ecc.): nessuno di questi criteri potrà essere derogato sulla base di qualche pressione politica. L’Agenas (Agenzia nazionale dei servizi sanitari) e l’Asl completeranno presto il quadro di quanto il nuovo ospedale dovrà contenere, e avvieremo quanto prima lo studio di fattibilità economica e finanziaria che contiamo di avere pronto entro giugno. Il nostro obiettivo – ha spiegato – è poter avviare entro fine anno la procedura di gara d’appalto. Il finanziamento del nuovo ospedale avverrà attraverso una modalità mista pubblico-privato: una parte di risorse pubbliche statali e una parte di finanziamento garantito dal privato che realizzerà l’opera e che gestirà alcuni servizi non sanitari (dietro pagamento di un canone). E’ la procedura, prevista dal codice degli appalti, seguita da altre Regioni italiane per la realizzazione degli ospedali più recenti. Questa è una vera operazione di riqualificazione della spesa ospedaliera. Coloro che oggi vogliono mantenere gli ospedali così come sono, semplicemente li lasciano senza una prospettiva futura”.

“Vogliamo realizzare l’ospedale unico non per risparmiare risorse – ha concluso l’assessore Saitta – ma per liberare risorse: risorse economiche e professionali che ci consentiranno di erogare anche servizi aggiuntivi rispetto a quelli attuali. Ciò che risparmieremo (pensiamo solo al costo di manutenzione e di riscaldamento-raffreddamento della superficie degli attuali tre ospedali) andrà ad aumentare l’offerta sanitaria. Perché tutto ciò che spendiamo a causa di inefficienze gestionali sono soldi sprecati e tolti alla salute e alle cure dei cittadini”.

02 Marzo 2016

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