Pignorabilità beni Asl. Caldoro: “A rischio anche gli stipendi dei sanitari. Serve nuova legge”

Pignorabilità beni Asl. Caldoro: “A rischio anche gli stipendi dei sanitari. Serve nuova legge”

Pignorabilità beni Asl. Caldoro: “A rischio anche gli stipendi dei sanitari. Serve nuova legge”
E' l'allarme lanciato dal governatore in seguito alla sentenza della Consulta sulla pignorabilità dei beni delle aziende sanitarie locali. Anche il ministro Delrio invoca una soluzione: "Non si può fermare sblocco pagamenti per fattori esterni". Gli stipendi fino ad oggi non sono stati toccati ma si teme per il prossimo futuro.

Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, è alle prese con la delicatissima questione del rischio del blocco degli stipendi dei circa 14mila dipendenti delle Asl e aziende ospedaliera. Il governatore era ieri a Roma per affrontare il nodo della pignorabilità dei beni delle aziende sanitarie locali, in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima una legge dello Stato contro il pignoramento dei beni della sanità da parte dei creditori. E per sbrogliare la matassa Caldoro ha chiesto un emendamento al decreto 'del fare'.

"La norma contro la quale ha sentenziato la Corte Costituzionale in merito alla pignorabilita' dei beni delle Asl era stata fatta in regime di emergenza – ha spiegato Caldoro – regime che non è stato chiuso. Cosi' si rischia di tornare indietro e di fare danni enormi, di non pagare i fornitori e di non pagare la gestione ordinaria delle Asl. Bisogna intervenire con grande urgenza, ci abbiamo lavorato in maniera intensa nei giorni scorsi e ci aspettiamo che la proposta diventi legge nazionale".

La sentenza della Consulta potrebbe vanificare il percorso di riordino dei conti della sanità, avviato da Caldoro. Il deficit sanitario è passato dai 773 milioni del 2009 ai 119 milioni dello scorso anno, arrivando al pareggio di bilancio nel 2013, come annunciato nelle settimane scorse nel corso di un convegno tenutosi a Napoli, con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. La sentenza complica però notevolmente i piani della Regione.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, a Napoli per un convegno sulla riforma degli enti locali al quale ha partecipato anche il governatore campano Stefano Caldoro. "La sentenza della Consulta sulla pignorabilità dei beni delle Asl – ha dichiarato Delrio – ha creato una situazione molto grave per la quale bisogna trovare immediatamente una soluzione. Sarebbe strano se, dopo aver messo a disposizione 40 miliardi di euro per i pagamenti della pubblica amministrazione, tutto venisse bloccato per altri fattori esterni. C'e' il bisogno che i pagamenti ai fornitori vengano effettuati il prima possibile". E Caldoro ha rivelato che "abbiamo chiesto un emendamento al decreto 'del fare' sulla parte relativa alla sanità per rispondere alla crisi di liquidità del blocco della cassa della sanità".

Le Asl, da parte loro, hanno più volte ribadito con fermezza che le risorse destinate agli stipendi dei dipendenti non possono essere pignorate. Per le emergenze, le Asl ricorreranno alle anticipazioni di cassa, ma da agosto il rischio di mancata corresponsione degli stipendi potrebbe concretizzarsi.
Il direttore generale della Asl Napoli 3, Maurizio D’Amora, ha presentato una diffida al tesoriere per mancato rispetto degli obblighi di legge sulla impignorabilità delle risorse che devono garantire l’assistenza ai cittadini. Con propria delibera, il manager ha comunicato che ha bisogno di una disponibilità di cassa pari a 88 milioni mensili. Il tesoriere, invece, ha pignorato tutte le risorse esistenti. “Sono d’accordo con il presidente Caldoro – sottolinea D’Amora – che ha lanciato un opportuno grido di allarme, e che si sta prodigando nel confronto con il Governo per risolvere la questione. Qui la situazione rischia di diventare davvero esplosiva. Perciò ho diffidato la banca. Ho comunicato la mia decisione anche al presidente Caldoro, nella sua qualità di commissario alla sanità, al prefetto, perché si rischia una interruzione di pubblico servizio, ed al procuratore della Repubblica, a cui ho chiesto un apposito incontro per sottolineare che eventuali anticipazioni di cassa sono a costi più elevati, e non è certo possibile caricarli sulla Asl in presenza di comportamenti contro la legge".

Secondo D’Amora bisogna tener conto anche del "pericolo di non rispettare gli obblighi previsti dall’Unione Europea, che impone di adempiere ai pagamenti entro 30 o 60 giorni sulla base delle tipologie delle prestazioni. Si tratta, come si vede, di tante probabili violazioni che scaturiscono dalla decisione della banca, sulle quali chiedo un intervento chiaro e deciso".
 

25 Luglio 2013

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