Policlinico di Milano. I ricercatori precari denunciano: “Stabilizzazione solo per 26 su 348”

Policlinico di Milano. I ricercatori precari denunciano: “Stabilizzazione solo per 26 su 348”

Policlinico di Milano. I ricercatori precari denunciano: “Stabilizzazione solo per 26 su 348”
I ricercatori precari contestano alla Direzione aziendale di non avere considerato le borse di ricerca al fine del calcolo dell’anzianità di servizio ed evidenziano: “A partire dal 2019 non sarà più possibile avvalersi dei Co.Co.Co. e per regolamento interno non è possibile rinnovare per più di 5 anni le borse di ricerca. In che modo sarà possibile garantire il futuro della ricerca e dei ricercatori del 1° Istituto Pubblico a Carattere Scientifico d’Italia?”.

Ricercatori precari in stato di agitazione al Policlinico di Milano. Al centro della questione, i contratti di stabilizzazione, un traguardo solo per una ridottissima parte di loro.
 
“La legge 205 Art. 1 commi 422 e 434 entrata in vigore il 27/12/2017 consente la stabilizzazione mediante contratto a tempo determinato (5 anni più 5 rinnovabili) del personale in servizio presso gli Istituti di ricerca pubblici alla data del 31 dicembre 2017, con rapporto di lavoro flessibile instaurato a seguito di procedura selettiva pubblica, che abbia maturato un'anzianità di servizio di almeno tre anni negli ultimi cinque. In data 23 Gennaio 2018, in pubblica sede il Dott. Giovanni Leonardi, Direttore Generale della Ricerca e dell'Innovazione in Sanità, aveva esplicitato che era a discrezione dell’Ente Pubblico considerare o meno la borsa di ricerca come contratto di lavoro flessibile quindi definibile come anzianità di servizio. Ma al Policlinico la Direzione Scientifica ha ritenuto che solo 26 dei 348 precari che lavorano quotidianamente (da oltre vent’anni) sia nell’ambito della ricerca che in quello assistenziale, sono in possesso dei suddetti ‘requisiti”, spiega il Coordinamento dei Ricercatori Precari del Policlinico in una nota.

“Non comprendiamo quale sia la strategia del Policlinico di Milano per la prosecuzione dell’attività di ricerca dal momento che non sarà più possibile avvalersi dei Co.Co.Co a partire dal 2019 e per regolamento interno non è possibile rinnovare per più di 5 anni le borse di ricerca. In che modo sarà possibile garantire il futuro della ricerca e dei ricercatori del 1° Istituto Pubblico a Carattere Scientifico d’Italia?”, si domandano i ricercatori primari.

Per il 3 ottobre, alle 14.30, convocata presso l’Aula Magna della Clinica Mangiagalli un’assemblea pubblica in cui “la Direzione Strategica e la Direzione Scientifica dovranno rispondere al quesito”.

01 Ottobre 2018

© Riproduzione riservata

Lombardia. Anna Pozzi confermata segretario Fimmg Milano
Lombardia. Anna Pozzi confermata segretario Fimmg Milano

Anna Pozzi eletta segretario della Fimmg Milano. Un traguardo che, come si legge in una nota della Fimmg Milano, “segna la continuazione di un percorso ambizioso per rafforzare il ruolo...

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

Nas. Circoncisione eseguita sul tavolo della cucina: neonato ferito, denunciato un cardiologo
Nas. Circoncisione eseguita sul tavolo della cucina: neonato ferito, denunciato un cardiologo

Un’indagine dei Nas di Brescia ha fatto emergere un intervento eseguito in un’abitazione privata su un neonato di una famiglia pakistana. Il medico, 63 anni, è indagato per lesioni colpose...

Anziani in Lombardia, solo il 40% si sente in buona salute, dilaga la solitudine. L’indagine del Garante
Anziani in Lombardia, solo il 40% si sente in buona salute, dilaga la solitudine. L’indagine del Garante

“Conoscere i bisogni reali delle persone rappresenta il primo passo per costruire interventi più efficaci e realmente orientati alla tutela della loro dignità e qualità della vita”. Lo ha detto...