Pronto Soccorso. Fp Cgil e Uil Fpl Roma Lazio: “Sette regioni pagano l’indennità, Rocca riconosca diritto a lavoratrici e lavoratori”

Pronto Soccorso. Fp Cgil e Uil Fpl Roma Lazio: “Sette regioni pagano l’indennità, Rocca riconosca diritto a lavoratrici e lavoratori”

Pronto Soccorso. Fp Cgil e Uil Fpl Roma Lazio: “Sette regioni pagano l’indennità, Rocca riconosca diritto a lavoratrici e lavoratori”
“Quella di Rocca è una scelta politica, priva di motivazioni legali o tecniche che impedirebbero di riconoscere quanto previsto dal Ccnl le cui trattative di rinnovo, così come per tutti i contratti, non congelano gli istituti contrattuali in vigore. È tempo che Rocca faccia un passo indietro e riconosca un diritto” scrivono i sindacati in una nota congiunta

“Sette regioni hanno riconosciuto e pagato alle lavoratrici e ai lavoratori che operano nei pronto soccorsi la relativa indennità per gli anni 2023 e 2024, a renderlo noto è la stessa Regione Lazio.

Un’ammissione che rende ancora più incomprensibile e insostenibile l’impuntatura del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, di negare il diritto all’indennità e bloccare unilateralmente gli accordi presi con le organizzazioni sindacali”.

È quanto sostengono in una nota congiunta Fp Cgil e Uil Fpl Roma Lazio che tornano all’attacco sul mancato pagamento dell’indennità di Ps. Accuse che nei giorni scorsi il Governatore del lazio aveva rispedito al mittente.

“Quella di Rocca è quindi una scelta politica, come diciamo da tempo, priva di motivazioni legali o tecniche che impedirebbero di riconoscere quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, le cui trattative di rinnovo, così come per tutti i contratti, non congelano gli istituti contrattuali in vigore. È tempo – aggiungono – che Rocca faccia un passo indietro e riconosca un diritto a chi ogni giorno lavora per garantire cure, salute e salvare vite umane.

Riteniamo, però, necessario ripristinare l’onestà intellettuale. Chiedere la corretta applicazione del Ccnl non vuol dire fare campagna elettorale ma svolgere la funzione che le lavoratrici e i lavoratori attribuiscono ai propri rappresentanti sindacali, ciò che è inaccettabile è violare un diritto di chi lavora per forzare e sabotare le trattative di rinnovo del Ccnl”.

02 Aprile 2025

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