Puglia. D’Ambrosio Lettieri (CoR): “Serve visione strategica complessiva. Quella che aveva Fitto”

Puglia. D’Ambrosio Lettieri (CoR): “Serve visione strategica complessiva. Quella che aveva Fitto”

Puglia. D’Ambrosio Lettieri (CoR): “Serve visione strategica complessiva. Quella che aveva Fitto”
Per il senatore, l'attuale presidente della Puglia Emiliano ha ragione “nel principio”, quando parla di chiudere gli ospedali per abbassare le tasse, ma “sbaglia nel metodo e nel merito”. Perché “riorganizzare non significa tagliare tout court”. Serve “ una visione strategica complessiva che intercetti fabbisogni e attivi servizi territoriali”.

“Il sistema sanitario non può più essere ospedalocentrico. Ma serve una visione strategica complessiva che intercetti fabbisogni e attivi servizi territoriali. Quella che aveva Fitto”. Ad affermarlo, parlando di Puglia, è, in una nota, il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR), componente Commissione Sanità Senato.

Per d’Ambrosio Lettieri, “di fronte ad un sistema sanitario che per essere sostenibile, equo e solidale, e dunque garantire i livelli essenziali di assistenza, deve diventare sempre meno ospedalocentrico, dotarsi sempre più di poli efficienti d’eccellenza ed essere imperniato su cure e prevenzione affidate al territorio e meno ai ricoveri. Il presidente Emiliano ha ragione nel principio, quando dice che è disposto a chiudere anche 25 ospedali per abbassare le tasse, ma sbaglia nel metodo e nel merito. Che occorra mettere finalmente mano ad una seria ed efficace riorganizzazione ospedaliera, è un dato incontrovertibile. Il problema è che riorganizzare non significa tagliare tout court, a maggior ragione dopo i danni prodotti dalle politiche fallimentari del suo predecessore. In questa situazione, l'effetto sarebbe boomerang”.

Per d’Ambrosio Lettieri “la verità è che sulla sanità, purtroppo, la sinistra ha perso dieci anni preziosi. Prima impegnata a demonizzare il cosiddetto piano Fitto che introduceva invece elementi di efficientamento e ammodernamento del sistema e poi a propagandare una Puglia migliore di cui oggi non c’è traccia, se non nell’abnegazione, per certi versi quasi eroica, degli operatori di settore, a cominciare dal personale sanitario alle prese con una dura battaglia per il rispetto dell’orario di lavoro a tutela della salute dei cittadini. Se c’è una cosa da fare, è riprendere la strada che aveva intrapreso l’ex presidente Fitto puntando alla riorganizzazione del settore, mettendo contemporaneamente in campo tutti gli strumenti utili ad ingaggiare e vincere una seria lotta alla corruzione e agli sprechi, accompagnata da una parte dall’attivazione di buone prassi per garantire prevenzione, appropriatezza dei ricoveri, del percorso diagnostico, delle cure e dell’assistenza. E dall’altra parte, dalla realizzazione di una rete di servizi territoriali adeguati ed efficienti, in base ai fabbisogni reali”.

“La rete ospedaliera e quella dei servizi territoriali non possono viaggiare con tempi diversi”, continua il senatore. “Potenziamento e qualificazione dell’offerta, con l’aggiornamento della rete dell’emergenza-urgenza e del 118, la realizzazione di strutture di long terme care e socioassistenziali, l’attivazione di servizi capillari di assistenza domiciliare integrata, insieme ad un piano di assunzioni credibile, devono essere obiettivi imprescindibili e battaglie comuni. Obiettivi che impongono il recupero dell’etica di responsabilità che deve investire tutti. E considerato che al danno di livelli essenziali di assistenza ritenuti inadeguati anche dall’Agenas, si aggiunge per i cittadini pugliesi la beffa di una tassazione tra le più alte d’Italia, il cerchio dei fatti che vincono sulle parole, credo sia chiuso”.

“I fatti documentano disservizi, disorganizzazione, liste d’attesa infinite, contraddizioni, sprechi di denaro pubblico, aumento della mobilità passiva, carenze di organico e assenza totale di una pur minima traccia di strategia programmatica”, conclude il senatore. “Per ovviare al facile sospetto che si stia avviando nuovamente la stagione degli spot, mentre invece si brancola nel buio pesto dell’emergenza, il presidente e assessore regionale alla Sanità dia un forte segnale di discontinuità politica e amministrativa, chiarendo quale sia la visione strategica del suo governo per un settore sensibile come quello della sanità”.

27 Novembre 2015

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