Puglia. Fimmg contro Emiliano: “Si rischia un’Areu senza medici”

Puglia. Fimmg contro Emiliano: “Si rischia un’Areu senza medici”

Puglia. Fimmg contro Emiliano: “Si rischia un’Areu senza medici”
"Dubbi e i timori" dei medici di famiglia su come dovrà funzionare il nuovo sistema di emergenza-urgenza regionale, che al “momento somiglia sempre più ad un contenitore vuoto e rischia di smantellare un sistema dell’emergenza urgenza che funziona. All’inizio di settimana prossima il Dl approda in Consiglio regionale, senza una chiara programmazione e privo di meccanismi di assunzione sostenibili alle condizioni attuali”.

“Crescono i dubbi e i timori su come dovrà funzionare l’AREU, che al momento somiglia sempre più ad un contenitore vuoto e rischia di smantellare un sistema dell’emergenza urgenza che al momento funziona e, a detta degli stessi vertici regionali, offre assistenza ai cittadini in modo efficace”. È quanto scrive la Fimmg Puglia in una nota in cui denuncia le criticità del nuovo sistema di emergenza-urgenza regionale su cui è al lavoro la Regione.
 
“Mentre il disegno di legge che istituirà la nuova Agenzia regionale per l’emergenza urgenza – si legge nella nota -, approvato in Commissione Sanità, dovrebbe approdare in Consiglio regionale all’inizio di settimana prossima, non si comprende ancora che destino avrà il personale medico in convenzione del 118 e come dovrebbe passare alle dipendenze”.
 
“Emiliano – evidenzia la Fimmg – sostiene che le modalità di assunzione per la nuova azienda saranno quelle definite nella Costituzione, ovvero tramite concorso. E sui concorsi, ovviamente, c’è il primo problema. Nessun medico del 118, attualmente in convenzione e proveniente dall’area della medicina generale, potrà accedervi, dato che per legge per accedere al sistema sanitario come dirigente medico assunto occorre una specializzazione. E qui incontriamo il secondo problema, ovvero il tipo di specializzazione che verrà richiesta ai medici dell’emergenza urgenza. Si è parlato di medici anestesisti, come coloro che dovrebbero per forza di cose rappresentare il personale qualificato della futura nuova Agenzia. Peccato che tra le specializzazioni che permettono la partecipazione ai concorsi pubblici per dirigenti medici nella disciplina di medicina e chirurgia di accettazione e d’urgenza non figuri quella in anestesia. Inoltre, la specializzazione in medicina dell'emergenza, istituita nel 2009, ha visto specializzarsi in Italia nel 2014 solo 50 medici (solo 4 dall'Ateneo di Bari), 95 nel 2015, mentre le borse messe a disposizione per il 2018/2019 sono 256. Quindi, solo nel 2023 in Italia si avranno 256 specialisti in medicina dell’emergenza. Secondo i dati SIMEU – Società italiana di medicina dell’emergenza urgenza – ad oggi servono 1000 specialisti nei pronto soccorso per colmare le piante organiche”.
 
“Non si capisce – evidenzia la Fimmg Puglia – con questi numeri come si possa pensare di coprire gli attuali 525 medici in servizio al 118. Senza contare il fatto che i Pronto Soccorso, in grave carenza di personale, rischiano di drenare risorse umane attingendole dai team medici impiegati sulle ambulanze, con una demedicalizzazione del servizio 118. Non è un caso che in Lombardia l’AREU abbia solo personale amministrativo alle dipendenze, mentre in regioni come Emilia Romagna e Lazio, dove il personale medico dell’emergenza era alle dipendenze, si sta tornando al convenzionamento in seguito ad esperienze fallimentari”.
 
Di fronte a queste incertezze, Fimmg chiede che “la nuova legge che andrà in discussione settimana prossima in Consiglio regionale salvaguardi tutti i medici che lavorano ad oggi nel sistema del 118. Mette inoltre in evidenza come i consiglieri si troveranno a votare una legge di cui non si conosce pubblicamente la programmazione, che rischia di smantellare il sistema attuale, senza fornire un’alternativa chiara, e portare ad un’inevitabile riduzione del numero dei medici e delle ambulanze, con pesanti ricadute negative sull’assistenza offerta ai cittadini”.

19 Gennaio 2019

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