Puglia. Smi a Emiliano: “Giunta si attivi per aprire tavolo che estenda a tutti i malati accessibilità nuove terapie contro Epatite C”

Puglia. Smi a Emiliano: “Giunta si attivi per aprire tavolo che estenda a tutti i malati accessibilità nuove terapie contro Epatite C”

Puglia. Smi a Emiliano: “Giunta si attivi per aprire tavolo che estenda a tutti i malati accessibilità nuove terapie contro Epatite C”
E' l'appello lanciato da Ludovico Abbaticchio, presidente regionale del Sindacato medici italiani (Smi) e componente Cda dell’Aifa, al Governatore Michele Emiliano. “Non si può più parlare di risparmio farmaceutico o prescrittorio se non si rimodula tutto il programma delle linee guida che vanno dal rapporto della funzione pubblica del servizio prescrittorio dedotto o indotto dagli operatori della salute e non solo!”. 

La Giunta regionale pugliese si attivi per “aprire un tavolo di lavoro con il ministero della Salute, l’Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) e le aziende farmaceutiche per estendere l’accessibilità a tutti i malati di epatite C alle terapie mediante la somministrazione dei farmaci sofosbuvir, simeprevir e daclatasvir”, oltre a “incentivare iniziative e campagne di sensibilizzazioni, su tutto il territorio regionale, per informare adeguatamente e in modo capillare la cittadinanza sulle modalità di accesso alle cure”. E’ l’appello contenuto in una lettera aperta inviata da Ludovico Abbaticchio, presidente regionale del Sindacato medici italiani (Smi) e componente Cda dell’Aifa, al Governatore Michele Emiliano.

L’Aifa, osserva Abbaticchio, ha comunicato l’erogazione di una terapia innovativa, costituita da tre farmaci antivirali, quali il sofosbuvir, simeprevir e daclatasvir (immessi in commercio in Italia nel dicembre 2014), per i casi clinicamente gravi di epatite C”, trattamento medico che consentirebbe, “in una elevata percentuale di casi, l’eradicazione del virus dopo 3-6 mesi”. Questi farmaci sono stati inseriti in fascia A, "classificazione che riguarda i medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa”, pertanto, “per accedere alla terapia si dovrebbe avere una situazione clinica grave, l’epatite C dovrebbe essere a livello di cirrosi epatica acuta”. Inoltre, il trattamento “avrebbe un costo elevato per il Servizio sanitario nazionale e per i bilanci regionali”.

La nuova terapia “potrebbe quindi rappresentare una grande opportunità per sconfiggere definitivamente una malattia infettiva trasmissibile, quale l’epatite C”. La possibilità di accedervi “andrebbe pertanto ampliata, considerando per di più un milione di ammalati in Italia e un numero altamente significativo in Puglia. In breve tempo si avvieranno importanti percorsi terapeutici per quanto riguarda alcune particolari malattie oncologiche , ematologiche e dismetaboliche”.

Questo comporterà “una vera rivoluzione per il diritto alla salute e alle cure, e per quanto riguarderà il bilancio delle Regioni. Importante sarà a livello di conferenza Stato-Regioni aprire con gli organi competenti la necessità di rivedere il prontuario farmaceutico e la individuazione delle motivazioni correlate alla appropriatezza prescrittiva indotta o prodotta dal sistema ospedaliero e universitario e dalla medicina convenzionata. Non si può più parlare di risparmio farmaceutico o prescrittorio se – conclude Abbaticchio – non si rimodula tutto il programma delle linee guida che vanno dal rapporto della funzione pubblica del servizio prescrittorio dedotto o indotto dagli operatori della salute e non solo!”.
 

29 Settembre 2015

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