Puglia. Smi: “L’11 aprile in provincia di Foggia ennesima aggressione contro un medico. Serve personale di vigilanza”

Puglia. Smi: “L’11 aprile in provincia di Foggia ennesima aggressione contro un medico. Serve personale di vigilanza”

Puglia. Smi: “L’11 aprile in provincia di Foggia ennesima aggressione contro un medico. Serve personale di vigilanza”
L'episodio è avvenuto presso la postazione di continuità assistenziale di Cagnano Varano. Pina Onotri. "Il nodo sicurezza nei servizi pubblici rimane lontano dall'essere risolto. In particolare Guardia medica, 118 e Pronto Soccorso, sono tre punti nevralgici che meriterebbero grande attenzione e risposte concrete, ma così non è”.

La sezione provinciale di Foggia del Sindacato dei medici italiani (Smi) esprime profonda solidarietà e sostegno al collega aggredito lo scorso 11 Aprile presso la postazione di continuità assistenziale di Cagnano Varano. “Ribadiamo l’urgenza della messa in sicurezza delle sedi con personale di vigilanza – sottolinea una nota – visto che le ultime misure adottate dall’Azienda (videosorveglianza e pulsanti di chiamata diretta alle forze dell’ordine) si sono comunque rivelate insufficienti, così come inutile è stata la rimodulazione dell’attività ambulatoriale con orari di apertura e chiusura al pubblico, come forma di tutela verso le aggressioni notturne, visto che è impensabile lasciare fuori la porta dell’ambulatorio il paziente che riferisce un malore”.

Smi ricorda che si tratta di un servizio “di primaria importanza per la collettività, svolto con spirito di abnegazione da professionisti che, nella maggioranza dei casi, rappresentano l’unica figura sanitaria di riferimento nel cuore del vuoto assistenziale della notte e che, ogni sera lasciano le proprie case e le proprie famiglie lavorando in balia di aggressioni e pericoli di ogni genere”. E, aggiunge il sindacato, nella stessa ASL e nello stesso territorio “ricordiamo l’episodio di aggressione e tentata violenza ai danni di una dottoressa in turno presso la postazione di Rignano Garganico nel Gennaio 2012, e non dimentichiamo che l’intera nostra Regione piange ancora la morte della Dr.ssaMaria Monteduro a Gagliano del Capo (Lecce) nel 1999”.

“Dopo la morte della Dr.ssa Zedda di soli 32 anni nel Luglio del 2003 in Sardegna – ricorda ancora il sindacato – la Regione si è attivata fornendo un servizio di vigilanza presso tutte le sedi di Continuità Assistenziale. Ci risulta difficile credere che l’impresa in Puglia abbia invece dimensioni così titaniche da non poter essere immediatamente attuata. Cos’altro deve accadere per far sì che la nostra categoria di lavoratori sia tutelata?”.

Sul caso è intervenuta anche Pina Onotri, segretario generale dello Smi. “Ancora una volta, non è la prima e, temiamo, non sarà l'ultima, un altro atto di violenza a un medico di guardia, sabato notte, stavolta in Puglia, a Cagnano Varano. A pochi giorni dai tragici fatti di Milano, il nodo sicurezza nei servizi pubblici, rimane lontano dall'essere risolto. Perché il nostro Ssn da anni è oggetto di violenze, con vere e proprie aggressioni ai medici che vi operano, come, se non di più che i nostri Tribunali. Talvolta, in passato, anche con episodi mortali”.
Eppure, conclude amaramente Onotri, le strutture “continuano ad essere precarie e inadeguate, soprattutto quelle dei medici di continuità assistenziale. Guardia medica, 118 e Pronto Soccorso, sono tre punti nevralgici del Ssn che meriterebbero grande attenzione e risposte concrete, ma così non è”.

Marzia Caposio

Marzia Caposio

15 Aprile 2015

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