Quali interventi per rilanciare il Ssn? Palese (Puglia): “Serve anzitutto volontà politica”

Quali interventi per rilanciare il Ssn? Palese (Puglia): “Serve anzitutto volontà politica”

Quali interventi per rilanciare il Ssn? Palese (Puglia): “Serve anzitutto volontà politica”
Più risorse per il Fsn, interventi straordinari contro le criticità delle liste d’attesa e dei Pronto Soccorso, rideterminazione del fabbisogno di personale e valorizzazione del lavoro in sanità. Queste le proposte dell’assessore alla Salute della Puglia, che sottolinea come, tuttavia, alla base di tutto debba esserci ascolto da parte del Governo e la consapevolezza che “la salute è una priorità del Paese. Ma i segnali, a guardare i contenuti del Def, “non sono confortanti”.

Più risorse per il Fondo sanitario nazionale, interventi straordinari contro le liste d’attesa e le criticità dei Pronto Soccorso, rideterminazione del fabbisogno di personale rendendo più attrattivo il lavoro in sanità, specie per alcuni ambiti oggi più in sofferenza, come quelli dell’emergenza-urgenza. Sono queste le misure necessarie per rilanciare il Servizio sanitario nazionale secondo Rocco Palese, assessore alla Salute della Regione Puglia. Che non è troppo ottimista sulla volontà del Governo di sostenere la sanità pubblica (“i contenuti del Def vanno nella direzione opposta”) ma assicura l’impegno della Puglia, insieme a tutte le altre Regioni, per convincere l’Esecutivo a invertire la rotta.

“Il rilancio della sanità pubblica nel nostro Paese passa dall’attuazione delle istanze che tutte le Regioni, indipendentemente dal ‘colore politico’, hanno presentato al Governo, a cominciare dell’adeguamento del Fondo sanitario nazionale alle reali necessità”. Secondo i calcoli delle Regioni, spiega Palese, il Fondo sanitario nazionale è oggi sottostimato per circa 4 miliardi di euro, “risorse essenziali per garantire l’erogazione dei LEA”. Il sottofinanziamento del Fondo, prosegue l’assessore pugliese, “mette seriamente in discussione la tenuta del Ssn e il rispetto del diritto costituzionale all’universalità ed equità delle cure. Principio per cui l’Italia è apprezzata in tutto il mondo ma che gli ultimi 15 anni è stato drammaticamente scalfito dai tagli lineari delle risorse dedicate alla sanità e dai vincoli imposti al Ssn. Un diritto che oggi, alla luce degli avvenimenti degli ultimi anni, appare ancora più in pericolo”.

La dimostrazione che non si tratti di polemiche inutili, per Palese, sta nel fatto che “tutte le Regioni hanno avuto difficoltà a chiudere i bilanci della sanità nel 2022 e si sono trovate costrette a trasferire risorse dal proprio bilancio regionale oppure a utilizzare le economie vincolate, togliendo risorse ad altre voci di spesa per coprire il disavanzo in sanità”. Questo perché al cronico sottofinanziamento del Fondo sanitario nazionale si è venuta a sommare la pandemia e la crisi economica ed energetica, “che ha portato a un’impennata dei costi dei servizi e dei prodotti anche del 50%. A questo si aggiungono le spese per il Covid che le Regioni hanno sostenuto nel 2022 e che il Governo non ha mai rimborsato: per la Puglia parliamo di circa 200 mln di euro”.

Se garantire la sostenibilità economica e finanziaria del Ssn è la priorità, per Palese il rilancio della sanità pubblica deve passare anche per la ferma decisione del Governo di affrontare, anche attraverso provvedimenti legislative, quelle che oggi sono vere e proprie emergenze: l’intasamento dei PS e le liste d’attesa. “Il Governo è convinto che con il calo dei contagi e dei morti per Covid, sia finita l’emergenza. Non è così, perché due anni di lotta alla pandemia e di sospensione di gran parte delle attività ordinarie hanno dato vita a una nuova emergenza, quella delle persone che aspettano di ricevere una diagnosi, di effettuare a visite ed esami e di sottoporsi ad interventi chirurgici. Parliamo di circa 4 milioni di prestazioni da recuperare in tutta Italia, una situazione ben più grave di quella delle classiche liste d’attesa che anche prima del Covid rappresentavano un punto debole del sistema”.

Se il numero attuale delle prestazioni in lista d’attesa è straordinario, altrettanto “straordinarie”, per Palese, devono essere le misure per farvi fronte. “Non dobbiamo inventarci nulla, basterebbe mutuare quanto messo in atto per realizzare la campagna vaccinale antiCovid. Dunque stanziare risorse e approvare una legge nazionale specifica che consenta di erogare le prestazioni sia nel settore pubblico che privato e derogare a una serie di norme contrattuali e vincoli che oggi non consentono ai medici che hanno voglia, in maniera del tutto volontaria, di prestare la loro opera nei weekend o attraverso ore di lavoro aggiuntive, che ovviamente devono essere retribuite”.

Per quanto concerne i Pronto Soccorso, “anche qui – secondo Palese – servirebbero norme straordinarie, che mirino anzitutto a dare dignità al ruolo attraverso aumento indennità e opportunità professionali e di carriera”.

Per l’assessore alla Sanità della Puglia è necessario che, in generale, il lavoro in sanità sia reso più attrattivo, allo scopo di far fronte alla carenza di personale. Una criticità che richiede da parte del Governo un’attenta analisi e programmazione, sia in termini di fabbisogno che di politiche del personale.

Queste, dunque, le criticità e le possibili soluzioni, per Palese. Ma cosa ne pensa il Governo? C’è, da parte dell’Esecutivo nazionale la volontà di salvare il Ssn? “Le notizie, in questo senso, non sono confortanti. Basti pensare che il Def recentemente approvato prevede che la spesa sanitaria sul Pil scenda dal 6,6% a quasi il 6% in due anni. Una previsione che non può che destare enorme preoccupazione”, risponde l’assessore. “La speranza – aggiunge – è che ci sia ascolto da parte del Governo, che comprenda che la salute è una priorità del Paese e si convinca a programmare maggiori investimenti sulla sanità e la sfera sociale. I margini per tagliare altre voci di spesa pubblica meno importanti sicuramente ci sono”.

E se l’atteggiamento del Governo non dovesse cambiare? “Come Regione Puglia – dice Palese – cercheremo di far fronte alle difficoltà evitando il più possibile di fare tagli ai servizi, ai reparti e al personale. La sanità per noi è un diritto essenziale, deve restare pubblica e non devono esserci passi indietro rispetto all’universalità delle cure. Abbiamo visto i risultati disastrosi che hanno fatto gli ultimi 15 anni di tagli, il Governo dovrebbe esserne consapevole e non commettere gli stessi errori del passato. Certo è che non c’è più margine per tagliare le spese senza intaccare i servizi”.

Lucia Conti

Lucia Conti

26 Maggio 2023

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