Retinopatia diabetica. In Piemonte il modello dei centri di eccellenza sarà esteso a tutte le Asl

Retinopatia diabetica. In Piemonte il modello dei centri di eccellenza sarà esteso a tutte le Asl

Retinopatia diabetica. In Piemonte il modello dei centri di eccellenza sarà esteso a tutte le Asl
Grazie al modello adottato, il Piemonte si pone ai primi posti in Italia e in Europa per lo screening della retinopatia diabetica. Saitta: “Percorsi diagnostici e terapeutici ben strutturati consentono infatti di ridurre in modo considerevole le conseguenze sociali e i costi economici della malattia diabetica, come nel caso della retinopatia”.

Sarà esteso a tutte le aziende sanitarie piemontesi il modello di cura della retinopatia diabetica già utilizzato nei Centri regionali di eccellenza del sistema sanitario regionale. Il progetto è allo studio dell'assessorato alla Sanità: si tratta di ampliare all'intera realtà del Piemonte l'attività ora svolta nelle strutture attive presso la Città della Salute di Torino, al Mauriziano, al San Luigi e nelle Asl Città di Torino, To5, Cn1, Cn2 e Biella.

Il percorso di prevenzione e cura prevede uno screening, concordato tra diabetologia e oculistica, attraverso fotografia con fundus camera, un metodo che permette di cogliere precocemente le lesioni e inviare tempestivamente all’oculista solo i casi che necessitano di intervento specialistico. Il paziente viene poi preso in carico dallo stesso centro fino a conclusione del iter diagnostico-terapeutico. Questa modalità permette oltretutto di aumentare il numero delle persone controllate e ridurre la richiesta di visite oculistiche inappropriate, lasciando all’oculista più tempo per adottare metodiche diagnostiche complesse e trattamenti efficaci come il laser o i trattamenti intravitreali.

“I dati forniti dal Servizio di epidemiologia regionale – riferisce la Regione in una nota – collocano il Piemonte, proprio grazie a questo modello, fra le prime regioni in Italia e in Europa per lo screening della retinopatia diabetica. Ogni anno circa il 30 per cento di tutti i malati di diabete viene sottoposto a screening per la retinopatia, un dato che in realtà sale complessivamente al 60 per cento se si tiene conto che le linee guida nazionali e internazionali prevedono un controllo ogni due anni”.

Per rafforzare ulteriormente la cura di questa e di altre patologie legate al diabete, nei mesi scorsi è stata istituita la Rete endocrino-diabetologica piemontese, esempio unico in Italia di coordinamento a livello regionale di tutti i servizi delle aziende sanitarie, con una specifica commissione coordinata dal dottor Carlo Giorda e dal dottor Luigi Gentile.

“L’obiettivo di tutta questa attività – spiega l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta – è sostanzialmente di curare il diabete in modo tempestivo ed appropriato. Percorsi diagnostici e terapeutici ben strutturati consentono infatti di ridurre in modo considerevole le conseguenze sociali e i costi economici della malattia, come nel caso della retinopatia. È giusto quindi che la Regione si impegni in modo particolare in questo settore”.

26 Giugno 2017

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