Saitta: “In passato decisioni prese senza guardare avanti. Offerta sanitaria da rimodulare sulla base di una domanda che è cambiata”

Saitta: “In passato decisioni prese senza guardare avanti. Offerta sanitaria da rimodulare sulla base di una domanda che è cambiata”

Saitta: “In passato decisioni prese senza guardare avanti. Offerta sanitaria da rimodulare sulla base di una domanda che è cambiata”
L’assessore per la prima volta in visita pubblica all’ospedale di Mondovì ha incontrato sindaci, primari e coordinatori: “Nel mio ruolo a livello nazionale mi rendo conto del valore della Sanità piemontese”. Scoperta la targa in ricordo di Enzo Odasso e Edoardo Cigliutti.

Dieci posti letto di lungodegenza a Ceva e 12 degli attuali 20 letti per la dialisi attivi a Ceva trasferiti a Mondovì. È il piano della direzione generale dell'Asl CN1 per rispondere alla domanda di servizi del territorio cebano-monregalese. Se ne è parlato sabato mattina 10 febbraio alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, in visita, per la prima volta in forma pubblica e in veste istituzionale, al Regina Montis Regalis.


 


“Il nostro ospedale è un'eccellenza, occorre salvaguardarne l’attività e pensare al futuro della struttura e della sanità locale”, ha affermato il sindaco di Mondovì Paolo Adriano. “Il nostro è un territorio coeso: Mondovì e Ceva discutono, ragionano insieme. Le richieste alla Regione e all’Asl: la Risonanza Magnetica, il potenziamento del Dea e più offerta sulla lungodegenza”.


 


Gli fa eco Giorgio Ferraris, presidente del comitato dei sindaci di distretto. Chiede che Ceva sia rafforzata come area di medicina lungodegenza e riabilitazione a servizio di tutto il territorio. Rileva la necessità di migliorare la medicina di territorio perseguendo maggiore appropriatezza per ridurre gli accessi di Pronto Soccorso. Magni annuncia: “A Garessio e Ormea apriranno presto ambulatori per la salute. La stessa cosa è prevista per Ceva. Esempi di medicina di prossimità”.


 


“Il Piemonte è al secondo posto in Italia per la Sanità”; ha affermato invece Saitta. "Nel mio ruolo a livello nazionale mi rendo conto del valore della Sanità piemontese. In passato spesso sono state assunte decisioni senza guardare avanti. Ora occorre rimodulare l'offerta sanitaria sulla base di una domanda che è cambiata. Bisogna specializzare gli ospedali, non si puoi più fare tutto dappertutto. Il nostro fondo regionale resta di 8.5 miliardi. Occorre spenderli bene. Tutte le decisioni devono stare entro questo tetto”.

Durante la mattinata Saitta ha incontrato i familiari di Enzo Odasso e Edoardo Cigliutti, i due operai morti sul lavoro nel vecchio ospedale di Mondovì il 26 dicembre 1981. L'Asl ha voluto ricordarli con una targa apposta nell'atrio del Regina Monti Regalis. La visita è proseguita presso gli ambulatori di cardiologia, aperti in occasione della Giornata “Cardiologie aperte” e in Dea dove all'assessore sono stati illustrati il recente sistema video allestito per le informazioni si pazienti presenti in sala di attesa e la campagna contro la violenza di genere che l'associazione MondoDidonna ha promosso in città e che ora è ospitata nei pronto soccorso dell'Asl e del S. Croce come luoghi simbolo nei quali chi subisce violenza trova una risposta sanitaria e una rete pronta a intervenire per ogni tipo di supporto.

12 Febbraio 2018

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