Salute e Migrazione. “Curare le persone oltre i confini”. Medici ed esperti a confronto a Lampedusa

Salute e Migrazione. “Curare le persone oltre i confini”. Medici ed esperti a confronto a Lampedusa

Salute e Migrazione. “Curare le persone oltre i confini”. Medici ed esperti a confronto a Lampedusa
Pietro Bartolo, OMS, Medici Senza Frontiere, ISS, Emergency, ASP6 di Palermo, Regione Sicilia, UNHCR, Croce Rossa Italiana, SIMM (Società Italiana Medicina delle Migrazioni), INMP, Save the Children e tutti gli esponenti delle principali realtà impegnate sul tema delle migrazioni riunite nell’isola per il corso ECM rivolto a medici, psicologi, infermieri e assistenti sociali provenienti da tutta Italia

È il confronto il dato più importante che emerge sui temi della salute e delle migrazioni e che ha dato grande valore e risalto al progetto “Sanità di Frontiera”, il primo corso di Educazione Continua in Medicina “Salute e migrazione: curare le persone oltre i confini”, accreditato dal Provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e promosso dall’Osservatorio Internazionale della Salute (OIS) grazie al sostegno di Consulcesi Onlus. Il corso, appena conclusosi, si è svolto a Lampedusa dal 12 al 16 dicembre dopo essere stato avviato con un caloroso saluto di benvenuto del sindaco Giusi Nicolini.
 
Un confronto tra i massimi rappresentati di tutte le realtà impegnate sui temi della migrazione e un confronto, ricco e stimolante, tra gli oltre 30 professionisti sanitari (medici, psicologi, infermieri e assistenti sociali) provenienti da più parti d’Italia. Pediatri di Roma, infettivologi di Varese, internisti di Como, infermieri delle altre province siciliane e molte altre figure già impegnate tutti i giorni nell’assistenza ai migranti o desiderose di avvicinarsi a questo settore con un bagaglio di conoscenze adeguato.
 
A tenere i corsi, docenti provenienti dalle più rilevanti realtà connesse al mondo della medicina, della psicologia e della mediazione culturale delle migrazioni: da Pietro Bartolo, Dirigente Medico Responsabile del Presidio Sanitario di Lampedusa ad esperti di Istituto Superiore di Sanità, OMS e OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), Marina Militare, MSF-Medici Senza Frontiere, Emergency, ASP6 di Palermo, Francesco Bongiorno (Consulente Assessorato Salute Regione Sicilia), Mario Palermo (Direttore Servizio Igiene Pubblica e Rischi Ambientali – Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico – Regione Sicilia), UNHCR, Croce Rossa Italiana, SIMM (Società Italiana Medicina delle Migrazioni), INMP e Save the Children. Responsabile Scientifico del corso è il Dottor Maurizio Lopalco, direttore sanitario del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (C.A.R.A.) di Castelnuovo di Porto.
 
"Medici, docenti e discenti, – si legge in una nota – si sono confrontati scambiandosi esperienze, competenze e best practice sul tema dell’immigrazione. A corredare il corso, della durata di 5 giorni, anche visite alle strutture di accoglienza dell’isola, al poliambulatorio di Lampedusa diretto dal dottor Bartolo, al Centro di Primo Soccorso Accoglienza CPSA e alle navi della Marina Militare e della Capitaneria di Porto, assistendo anche faccia a faccia all’ennesimo sbarco dopo una traversata nel Mediterraneo che, seppur in pieno dicembre, non smette mai di mettere a rischio la vita e l’incolumità di migliaia di uomini, donne e bambini. In alcune delle giornate di corso, docenti e discenti si confrontano con casi clinici e con role playing sulle tematiche trattate nella giornata".
 
Ma all’apertura del corso a Lampedusa è stato annunciato che il progetto “Sanità di Frontiera” non si esaurisce qui. Oltre agli altri corsi che saranno replicati durante il 2017, si articolerà in altre tre fasi:
 
– L’istituzione di un’alta scuola di formazione per medici, dipendenti ASL e organizzazioni del settore, anche grazie al supporto del medico simbolo di Lampedusa Pietro Bartolo, protagonista del film documentario “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, Orso d’oro al festival di Berlino e recentissimo vincitore dell’EFA (European Film Award) come miglior documentario.
 
– La realizzazione di una piattaforma digitale finalizzata alla condivisione dei dati sanitari relativi ai migranti con una cartella clinica condivisa, accessibile da remoto, in modo tale che anche altri medici siano sempre informati sul loro stato di salute e sulle vaccinazioni già fatte;
 
– La creazione di Child Friendly Spaces a Lampedusa e a Roma per ricreare spazi a misura di bambino, dove i piccoli migranti possano sentirsi a casa e vivere serenamente la loro infanzia, oltre che assistenza sanitaria e psicologica sul campo e mediazione culturale. 

19 Dicembre 2016

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