Sardegna. Istituita rete regionale per cure palliative

Sardegna. Istituita rete regionale per cure palliative

Sardegna. Istituita rete regionale per cure palliative
La rete è costituita dall’insieme delle strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali, assistenziali, delle figure professionali degli interventi diagnostici e terapeutici disponibili per l’erogazione delle cure palliative.

Per la prima volta in Sardegna è stata istituita una rete per le cure palliative.  Lo ha stabilito la Giunta regionale su proposta dell’assessore della Sanità, Simona De Francisci, che ha approvato le Linee Guida che permetteranno di delineare un nuovo modello assistenziale uniforme finalizzato alla miglior tutela del diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore.

Costituita dall’insieme delle strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali, assistenziali, delle figure professionali degli interventi diagnostici e terapeutici disponibili per l’erogazione delle cure palliative, la Rete si articola su diverse offerte assistenziali, secondo la necessità del paziente. Si va dalle cure domiciliari integrate (Cdi) all’ambulatorio di cure palliative, al ricovero in Hospice o RSA (con posti letto accreditati per pazienti terminali o nuclei hospice), al ricovero ospedaliero in regime ordinario.

Per l’assessore alla Sanità, Simona De De Francisci, il provvedimento varato dalla Giunta Cappellacci si è reso necessario per “definire anche in Sardegna un modello assistenziale uniforme in grado di garantire la continuità assistenziale dalla struttura ospedaliera al domicilio del malato attraverso la definizione delle modalità di presa in carico e accompagnamento nel corso di tutte le fasi della malattia”.

La Rete in Sardegna si inserisce nel più ampio quadro nazionale ed è in linea con quanto stabilito durante la seduta della Conferenza permanente Stato-Regioni in materia che sanciva: l’istituzione a livello regionale di una struttura dedicata al coordinamento e alla promozione delle cure palliative; la definizione e attuazione di percorsi omogenei di presa in carico e assistenza; lo sviluppo di un sistema informativo regionale; la definizione e il monitoraggio di indicatori quali-quantitativi e ancora, la promozione e attivazione di programmi obbligatori di formazione continua e il monitoraggio delle attività di ricerca.
 

11 Agosto 2013

© Riproduzione riservata

Quote premiali Ssn 2025. Ripartiti 341,3 milioni alle Regioni. A Liguria e Campania le somme maggiori
Quote premiali Ssn 2025. Ripartiti 341,3 milioni alle Regioni. A Liguria e Campania le somme maggiori

Via libera definitivo alla ripartizione tra Regioni e Province autonome delle quote premiali del Servizio sanitario nazionale relative al 2025. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 settembre il...

Progetto Tobia, così la ASL Roma 1 facilita l’accesso alle cure per le persone fragili
Progetto Tobia, così la ASL Roma 1 facilita l’accesso alle cure per le persone fragili

Il progetto Tobia è un percorso assistenziale dedicato alle persone con gravi difficoltà cognitive o relazionali, pensato per facilitare l’accesso a prestazioni diagnostiche e terapeutiche necessarie a prevenire e curare...

Regione Lazio e Spallanzani prorogano al 10 ottobre i termini per partecipare al Corso di formazione per Dg
Regione Lazio e Spallanzani prorogano al 10 ottobre i termini per partecipare al Corso di formazione per Dg

La Regione Lazio e l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS hanno prorogato al 10 ottobre 2026 i termini per la presentazione delle domande di partecipazione all’edizione 2026...

Morbillo, 12 casi in Liguria dal 1° settembre. Nicolò: “Prevenire, vaccinare, informare”
Morbillo, 12 casi in Liguria dal 1° settembre. Nicolò: “Prevenire, vaccinare, informare”

Sono 12 i casi di morbillo registrati in Liguria dal 1° settembre: 2 al Gaslini, 3 a Sanremo, 6 all’Azienda Ospedaliera Metropolitana e 1 a Savona. Due riguardano bambini, mentre...