Sardegna. Lo Smi annuncia lo sciopero “per salvaguardare la categoria e tutelare la salute dei cittadini”

Sardegna. Lo Smi annuncia lo sciopero “per salvaguardare la categoria e tutelare la salute dei cittadini”

Sardegna. Lo Smi annuncia lo sciopero “per salvaguardare la categoria e tutelare la salute dei cittadini”
I medici di famiglia si preparano a chiudere gli studi per due giorni a fine ottobre. “Il perdurare delle criticità acuite dalla pandemia rende in modo più stringente la necessità di rafforzare la medicina del territorio, ma la Regione Sardegna non risponde all’ appello”, dichiara Luciano Congiu, segretario regionale Smi.

“Il taglio drastico del numero delle guardie mediche in tutta l’isola, annunciato dalla Regione Sardegna non garantirà più nelle ore notturne l’assistenza medica di prossimità. Questo perché l’assessore intende ridurre l’orario di apertura delle guardie mediche chiedendole a mezzanotte; le conseguenze di tale scelta saranno essenzialmente due. La prima sarà quella che i cittadini di notte faranno sempre più ricorso al 118 e al Pronto Soccorso; la seconda sarà che i medici di famiglia e di Guardia verranno sempre più incentivati a dare le dimissioni per l’ennesimo peggioramento delle condizioni lavorative. Questa è una delle ragioni che ci ha indotto ad iniziare un percorso, rispettoso delle regole, che ci porterà a fine ottobre a proclamare due giorni di sciopero con la chiusura dei nostri studi”. Ad annunciarlo, in una nota, Luciano Congiu, segretario regionale Smi Sardegna riconfermato al congresso regionale del fine settimana scorso a Cagliari, a cui ha partecipato anche Liliana Lora, vicesegretaria nazionale Smi, e Gian Massimo Gioria, responsabile area convenzionata Smi, in rappresentanza della segreteria nazionale del sindacato.

“Il perdurare delle criticità acuite dalla pandemia – spiega Congiu – rende in modo più stringente la necessità di rafforzare la medicina del territorio, mentre la Regione Sardegna non risponde all’ appello. Già oggi sono decine di migliaia di sardi che non hanno il medico di famiglia o una Guardia Medica a cui rivolgersi (vediamo quello che sta succedendo ad Oristano). Questo, di conseguenza, metterà in crisi il sistema dell’emergenza-urgenza, oberando il 118 e i Pronto Soccorso, già allo stremo, con ripercussioni inevitabili anche sugli ospedali, ma soprattutto sulla sicurezza e il benessere di tutti i cittadini”.

Il segretario Smi Sardegna ha sottolineato, infine, come il congresso regionale sia voluto essere anche “un’occasione per tutti quei soggetti che intendano difendere la sanità pubblica e garantire i bisogni di salute ai cittadini della nostra regione. In questo senso facciamo appello alle associazioni dei malati, ai cittadini, ai sindaci per costruire un percorso comune per giungere allo sciopero di fine ottobre. Per mettere un punto fermo in difesa della salute di tutti”.

09 Ottobre 2023

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