Sardegna. 25 pazienti in rianimazione per complicanze dell’influenza

Sardegna. 25 pazienti in rianimazione per complicanze dell’influenza

Sardegna. 25 pazienti in rianimazione per complicanze dell’influenza
Pesante l’impatto delle complicanze dell’influenza sull’organizzazione ospedaliera: nel Sulcis, a fronte di otto posti letto di Rianimazione si registrano quattro casi di persone con complicanze da influenza. Sette pazienti sono ricoverati a Sassari, quattro a Olbia, tre a Lanusei, due a Oristano, quattro al Policlinico, uno al Santissima Trinità. Ma il sistema ha retto.

Sono 25 i pazienti con complicanze respiratorie conseguenza dell’influenza che in Sardegna hanno richiesto un ricovero nei reparti di Rianimazione.

Lo ha fatto sapere in una nota la Regione Sardegna che ha precisato che, “come sta accadendo nel resto d'Italia, anche in Sardegna i posti letto dei reparti di Rianimazione degli ospedali sono utilizzati per pazienti con gravi complicazioni respiratorie conseguenza dell'influenza. Questi casi – ha aggiunto – si aggiungono all'ordinaria attività dei reparti e rendono necessari trasferimenti nei posti liberi e nei quali, secondo normali protocolli sanitari, i pazienti possono trovare pronta risposta”.

Il sistema, per il momento, regge e “a differenza di altre regioni – si legge nella nota – questo tipo di assistenza intensiva si è resa possibile senza interrompere le attività elettive chirurgiche”.

L’impatto delle complicanze dell’influenza sull’organizzazione ospedaliere non è comunque irrilevante: nel Sulcis, a fronte di otto posti letto di Rianimazione, tutti occupati, si registrano quattro casi di persone con complicanze da influenza. Sette casi si sono registrati a Sassari, quattro a Olbia, tre a Lanusei, due a Oristano, quattro al Policlinico, uno al Santissima Trinità.
“Pur nell’emergenza – ha concluso la Regione – il sistema sanitario sta rispondendo in un'ottica di rete, trovando – per quanto possibile  – risposte di prossimità, garantendo la presa in carico qualificata e senza rischi per i pazienti”.

24 Gennaio 2018

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