Sardegna. Pigliaru: “Abbiamo sanità non all’altezza perché male organizzati. Serve riforma radicale”

Sardegna. Pigliaru: “Abbiamo sanità non all’altezza perché male organizzati. Serve riforma radicale”

Sardegna. Pigliaru: “Abbiamo sanità non all’altezza perché male organizzati. Serve riforma radicale”
E' il ragionamento formulato dal governatore, intervenendo alla chiusura della Conferenza regionale su 'La rete ospedaliera nella riforma sanitaria regionale'. L'assessore Arru ha spiegato: “Nessuno sta tagliando ospedali, dobbiamo però avere il coraggio di fare scelte, dando garanzie di salute e non confondendo il posto-letto con la garanzia di servizi”. 

“La riforma radicale e profonda del sistema della sanità va nella direzione giusta, ce lo ha detto anche oggi chi, in Italia, conosce i migliori sistemi sanitari. Dobbiamo avere il coraggio di proseguire su questa strada e di farlo insieme”. Lo ha detto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, intervenendo alla chiusura della Conferenza regionale su La rete ospedaliera nella riforma sanitaria regionale, organizzata dall’assessorato della Sanità. Pigliaru ha poi aggiunto che “abbiamo una sanità non all’altezza di ciò che meritiamo e non per colpa di chi ci lavora, ma perché siamo male organizzati, da una parte abbiamo sprechi e dall’altra una qualità dei servizi non sufficiente. Dobbiamo migliorare e per farlo occorre spendere bene i nostri soldi: costerà sempre di più avere servizi veri, ogni spreco è un crimine nei confronti dei cittadini. Dobbiamo fare molto meglio, in questi anni si è lavorato male nella sanità. Per noi – ha detto ancora il Presidente – questa riforma e quella degli Enti locali, rappresentano passaggi vitali, su cui ci giochiamo tutto. Siamo nella direzione giusta, consapevoli che le riforme si fanno insieme e non con diktat”.

Alla Conferenza, con il Presidente Pigliaru e l’assessore della Sanità, Luigi Arru, sono intervenuti il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, il Direttore generale dell'assessorato della Sanità, Giuseppe Sechi (che ha illustrato le Linee guida della nuova Rete territoriale) Mario Braga, dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), il presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, Mondo Perra, il Rettore dell'università di Cagliari, Maria Del Zompo, e quello dell'Ateno di Sassari, Massimo Carpinelli, il presidente dell'Anci Sardegna, Piersandro Scano, la coordinatrice della Rete del Tribunale per i Diritti del Malato, Maria Laura Maxia, il Presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi, Luigi Presenti.

Sulla riforma della rete ospedaliera si è soffermato l’assessore Arru, spiegando che una riorganizzazione mancava dall’ultimo Piano sanitario del 2006. “Quella di luglio è una delibera di approvazione preliminare, che abbiamo aperto al dibattito pubblico. Abbiamo raccolto, in giro per tutti i territori, più di quaranta osservazioni e valuteremo quante possono essere in linea con la struttura generale della riforma. Stiamo proponendo un metodo, poi spetterà al Consiglio regionale decidere. Il nostro obiettivo – ha detto ancora Arru – è cambiare per migliorare. Nessuno sta tagliando ospedali, dobbiamo però avere il coraggio di fare scelte, dando garanzie di salute e non confondendo il posto-letto con la garanzia di servizi”. L’assessore ha sottolineato il ruolo importante dell’Università nel riordino della rete e aggiunto che “la nostra scommessa è creare servizi per tutti i cittadini della Sardegna”. In chiusura l’invito al mondo della sanità: “Diamoci del noi, non continuiamo con una mentalità che non ci fa vedere oltre il nostro ombelico. Miglioriamo e facciamolo insieme”.

11 Novembre 2015

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