Scongiurata la chiusura di molte farmacie rurali

Scongiurata la chiusura di molte farmacie rurali

Scongiurata la chiusura di molte farmacie rurali
Dopo le richieste di Federfarma e del sindacato provinciale di Palermo delle farmacie rurali, la Regione Sicilia ha aumentato l’indennità di disagiata residenza. Ma occorre ancora una norma che “garantisca strutturalmente continuità e sostenibilità duratura nel tempo al servizio soprattutto nei centri al di sotto dei mille abitanti”

“In Sicilia le 356 farmacie rurali, soprattutto quelle delle aree interne e dei piccoli centri, svolgono un servizio indispensabile: sono l’unico presidio sanitario, sempre reperibile h24 tutto l’anno, in territori molto vasti e disagiati nei quali vivono pochi abitanti che in queste strutture trovano l’unico punto di riferimento. Tale servizio, però, è diventato finanziariamente insostenibile, tant’è che negli ultimi mesi già cinque farmacie hanno chiuso”.

Così Federfarma Sicilia e il sindacato provinciale di Palermo delle farmacie rurali Sunifar che hanno lanciato l’allarme alla sesta commissione legislativa dell’Ars, che ha ricevuto in audizione il segretario nazionale e presidente di Federfarma Palermo, Roberto Tobia, in rappresentanza di Federfarma Sicilia.

Ai componenti della commissione Sanità, Tobia ha sollecitato, fra l’altro, un provvedimento urgente della Regione finalizzato a ripristinare condizioni minime di sostenibilità finanziaria del prezioso servizio sanitario che è garantito dalle farmacie rurali nell’Isola. Richiesta che la commissione ha fatto propria e ha tradotto in un emendamento al disegno di legge sulle variazioni di bilancio approvato dall’Ars, che aumenta l’indennità di disagiata residenza corrisposta dalla Regione alle farmacie rurali. Tobia ha ringraziato la commissione Sanità “per avere parzialmente alleviato le tante difficoltà che affrontano le farmacie rurali in Sicilia e per il segnale di attenzione politica nei confronti dei molteplici problemi di queste realtà”.

Il provvedimento, come ha sottolineato il presidente provinciale del Sunifar, Salvatore Cassisi, “riesce ad alleviare in parte i disagi dei farmacisti rurali, ma non può essere considerato risolutivo. Occorre una norma che garantisca strutturalmente continuità e sostenibilità duratura nel tempo al servizio soprattutto nei centri al di sotto dei mille abitanti”.

02 Settembre 2022

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