Sicilia. Al via la prima manifestazione Smi contro il precariato

Sicilia. Al via la prima manifestazione Smi contro il precariato

Sicilia. Al via la prima manifestazione Smi contro il precariato
È iniziata a Palermo la protesta che proseguirà ora con iniziative in tutta Italia. Ribadite le richieste alla Regione di assunzione dei vincitori di concorso e di programmazione dri concorsi a tempo indeterminato. Calì: “Stop al precariato come modalità permanente di reclutamento del personale dirigente”.

È siciliana la prima tappa della manifestazione nazionale sul precariato sanitario, indetta dal Sindacato dei medici italiani (Smi) in collaborazione con l’Unione giovani professionisti italiani (Upgi). L’ incontro con le delegazioni dei dirigenti medici precari giunti numerosissimi da tutte le province siciliane e i rappresentanti delle associazioni e dei sindacati, si è svolto lo scorso martedì a Palermo. Molteplici le problematiche emerse dalle testimonianze dei medici precari che sono intervenuti all’incontro: dalle mancate assunzioni dei vincitori di concorso, alla rimodulazione delle piante organiche fino all’ espletamento dei concorsi in itinere.

“Una delle principali necessità è quella di salvare il sistema sanitario regionale che negli ultimi anni ha dimostrato di avere molte problematiche da affrontare. Drammatico il nodo della precarietà, che mette a dura prova il perno centrale del sistema sanitario, ossia le professionalità”. È stata questa la premessa di Epifanio di Natale, Responsabile regionale dirigenza ospedaliera dello Smi.
Un pensiero condiviso anche da Gaetano Meli dell’ Upgi: “Molti precari sono ricattabili. Un medico precario è un medico al 70%. Ma come si può superare il precariato? Mettendo il luce tutte le sue problematiche, partendo dal presupposto che il precariato è una condizione attualmente non regolamentata, che permette alle amministrazioni di fare ciò che vogliono non garantendo le tutele minime e la formazione ed aggiornamento continuo obbligatorio per i dipendenti a tempo indeterminato. Il precariato danneggia non solo il medico, ma l’intero sistema sanitario. Un medico precario costa 25% in meno rispetto ad uno stabilizzato, una percentuale che fa risparmiare lo Stato, a discapito del servizio fornito ai pazienti e alla loro salute”.

Tra gli obiettivi della manifestazione, l’opportunità di far nascere un confronto fra i vari medici precari siciliani accorsi numerosi all’ incontro, e l’esigenza di creare un mini-censimento riguardo alla situazione attuale del precariato dei medici in Sicilia.
Reiterate richieste chiare e precise. La Regione e le Aziende sanitarie procedano a:
– l’immediata assunzione dei vincitori di concorso;
– l’immediato espletamento dei concorsi in itinere;
– la rimodulazione delle piante organiche;
– la ricognizione dei posti ricoperti da dirigenti a tempo determinato e la relativa programmazione dei concorsi a tempo indeterminato.

In rappresentanza delle istituzioni e della politica, Pippo Di Giacomo (Pd), Presidente Commissione Salute all’ Ars .Quest'ultimo ha salutato i "professionisti della salute" con un invito e una proposta: “La prima cosa che voi dovete fare è organizzarvi. E’ necessario istituire un tavolo in Commissione Sanità  alla presenza dell’assessore alla Salute, Lucia Borsellino e affrontare nelle sedi opportune le procedure per sbloccare i concorsi. La stabilizzazione del vostro lavoro non è solo una rivendicazione personale e professionale, ma è indispensabile per il sistema sanitario regionale”.

Durante l’incontro, Borsellino, ha fatto pervenire una comunicazione con la quale si impegna a ricevere le delegazione dei medici precari siciliani già oggi. Ha concluso Salvatore Calì, segretario nazionale del Sindacato dei medici italiani, ribadendo la necessità di dare dignità politica alle rivendicazioni di una generazione di medici la cui mancanza di prospettive rischia di pregiudicare la stessa funzionalità del Ssn. "Non è possibile – ha spiegato – che il precariato medico sia una modalità permanente di reclutamento del personale dirigente, mantenendo i rapporti di lavori in una situazione di 'tabile' indeterminatezza e di incertezza del futuro. La politica deve necessariamente dare una risposta positiva a questa annosa situazione".

30 Maggio 2013

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