Sicilia. Cartelle cliniche falsificate. Sospesi due ortopedici dell’Ospedale Riuniti Villa Sofia-Cervello

Sicilia. Cartelle cliniche falsificate. Sospesi due ortopedici dell’Ospedale Riuniti Villa Sofia-Cervello

Sicilia. Cartelle cliniche falsificate. Sospesi due ortopedici dell’Ospedale Riuniti Villa Sofia-Cervello
L’èquipe medica impiantò una protesi al femore sinistro a una paziente che aveva invece una frattura del collo femorale destro. Capito l'errore, procederono con il secondo impianto nella gamba giusta. Poi falsificarono la cartella clinica per giustificare l'intervento chirurgico non necessario derivato dall'errore.

Interdetti dall’esercizio della professione medica per due mesi due medici del reparto di Ortopedia e Traumatologia  dell’Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello di Palermo rei di aver falsificato una cartella clinica per coprire un errore.

La notizia arriva dal ministero della Salute che spiega che le due misure interdittive della sospensione dall’esercizio di un pubblico servizio – emesse dal Tribunale Ordinario di Palermo – sono state eseguite dai Carabinieri del Nas di Palermo sulla base dei risultati delle indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto, Dott. Maurizio Scalia e dirette dal Sostituto Procuratore, Dott. Gianluca De Leo.

“Le indagini – spiega la nota pubblicata sul sito del ministero – hanno consentito di accertare  le responsabilità dell’equipe medica che – nel 2012 – impiantò ad una paziente 76enne, affetta da frattura del collo femorale destro, una protesi al femore sinistro senza alcuna ragione medica. I chirurghi, accortisi dell’errore, procedevano anche ad impiantare una protesi nell’anca destra, attestando nel verbale di sala operatoria e nel diario clinico fatti diversi da quelli accaduti, nel tentativo di correggere – dal punto di vista formale – l’errore compiuto”.

“Il G.I.P., Dr.ssa Angela Gerardi, condividendo l’ipotesi investigativa ha emesso – in ordine alle false attestazione, apposte sulla cartella clinica, per giustificare un intervento chirurgico non necessario frutto di un errore – la misura interdittiva della sospensione di mesi due dall’esercizio  pubblico”, conclude la nota spiegando che sono in corso accertamenti presso la Direzione generale Aziendale al fine di riscontrare eventuali responsabilità omissive dei vertici aziendali dell’epoca.

07 Aprile 2014

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