Sicilia. Infermieri: “Nuovi atti aziendali legittimano nostro demansionamento”. La protesta del Nursind 

Sicilia. Infermieri: “Nuovi atti aziendali legittimano nostro demansionamento”. La protesta del Nursind 

Sicilia. Infermieri: “Nuovi atti aziendali legittimano nostro demansionamento”. La protesta del Nursind 
Il coordinatore regionale Nursind Sicilia, Osvaldo Barba, ribadisce all’assessore Gucciardi la contrarietà degli infermieri al provvedimento, in tutte le sue diverse stesure finora presentate. “Sono foriere di cattivi presagi tanto per il futuro del personale quanto per qualità assistenziale”.

“Quella che vuolsi proporre all’esterno come rivoluzione epocale della sanità siciliana, si traduce per il personale infermieristico, in particolar modo, come la legalizzazione dei processi di demansionamento e deprofessionalizzazione che nel tempo si sono sempre avuti e che grazie a questo passo falso del Governo regionale siciliano, adesso diventano legge”. E’ questo un passaggio della lettera contro il decreto per la rideterminazione del personale sanitario della Regione Sicilia che oggi il coordinatore regionale del Nursind, Osvaldo Barba, consegnerà all’assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi.

“Il coordinamento regionale delle segreterie territoriali dell’organizzazione sindacale in epigrafe – ricorda Barba a Guicciardi – ha più volte rispedito al mittente ogni bozza di rideterminazione del personale sanitario siciliano, poiché le stesse sono sempre state, nelle diverse stesure, foriere di cattivi presagi tanto per il futuro del personale indistinto tutto appartenente alla sanità siciliana quanto soprattutto per i risvolti assolutamente negativi che un calcolo puramente matematico avrebbe sulla qualità assistenziale”.

Secondo il Nursind Sicilia, “il documento programmatico diffuso dalla Regione Sicilia, in merito agli atti aziendali e conseguenti piante organiche” è “un’offesa alla dignità sanitaria del personale siciliano già in essere con contratto a tempo determinato e una mortificazione della speranza di tutti coloro che, in attesa di chissà quale chimera lavorative, ancorano le loro certezze in dei concorsi che, a ragion veduta, non potranno essere banditi in molte ASP dell’Isola”.

Barba ribadisce, dunque, il no del Nursind. “Saremo pure una goccia del mare – scrive nella lettera indirizzata a Guicciardi – ma è chiaro Assessore, che non avrete, né ora né dopo, la fiducia di questa organizzazione sindacale su un’operazione di ‘svendita della sanità siciliana’. Almeno a queste condizioni”.

02 Ottobre 2015

© Riproduzione riservata

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

LEA 2024 e Istat. La sanità Siciliana tra gli ultimi della classe. Anaao Assomed: “Siamo pronti a collaborare”
LEA 2024 e Istat. La sanità Siciliana tra gli ultimi della classe. Anaao Assomed: “Siamo pronti a collaborare”

“I siciliani non meritano questa sanità che ha come comune denominatore il segno meno: meno medici, meno dirigenti sanitari, meno infermieri, meno risorse, meno equità e meno diritto alla Salute....

Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle
Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle

Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici e, in molti casi, potrebbero essere evitate...

Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania
Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania

Oltre 115 milioni di euro di finanziamenti statali destinati all’edilizia sanitaria tornano disponibili perché legati a interventi non portati avanti nei tempi previsti o non aggiudicati. È quanto stabilisce il...