Sicilia. Sciopero di tre giorni dei medici del 118. Al centro della protesta anche il taglio delle ambulanze medicalizzate

Sicilia. Sciopero di tre giorni dei medici del 118. Al centro della protesta anche il taglio delle ambulanze medicalizzate

Sicilia. Sciopero di tre giorni dei medici del 118. Al centro della protesta anche il taglio delle ambulanze medicalizzate
“La Regione sta smantellando dell’emergenza sanitaria territoriale”, denuncia lo Smi, che da oggi e fino al 14 settembre sarà, insieme a tutta l’intersindacale, in presidio a Palermo, davanti l’assessorato alla Salute. Venerdì assemblea regionale a Messina e poi sciopero (il 25 settembre, il 3 e 11 ottobre). Tra i punti della protesta, il taglio al numero di ambulanze con i medici a bordo che, per lo Smi, “provocherebbe un autentico disastro”. Proprio pochi giorni fa Gucciardi aveva difeso le ambulanze non medicalizzate.

“La Regione Sicilia sta smantellando un pezzo strategico della sanità pubblica, il 118, attaccando i diritti dei professionisti del settore. Un danno enorme per la sicurezza dei cittadini”. Questa la denuncia di un fronte compatto di Sindacati medici dell’emergenza sanitaria territoriale (in sigla EST) siciliano: professionisti che da anni attendono il rinnovo del contratto di lavoro e che da settimane sono entrati in stato di agitazione, armati di fasce (al braccio), magliette e cartelloni per urlare: “Giù le mani dal 118”.

Da oggi parte anche un presidio fino al 14 settembre a Palermo, davanti l’Assessorato alla salute (piazza O.Ziino), quindi una assemblea regionale a Messina il 15, e tre giornate di sciopero il 25 settembre, il 3 e 11 ottobre.

“Le motivazioni sono molteplici – spiega Emanuele Cosentino, dirigente nazionale e regionale del Sindacato dei Medici Italiani (Smi) area 118 –  si chiede la salvaguardia dei livelli assistenziali (Lea) per i cittadini e la riapertura delle trattative regionali a tutela della dignità di tutti i medici del settore”.

“Vogliamo ricordare due dati – continua – nel dicembre 2016 un decreto assessoriale ha previsto un aumento dei compensi per incentivare, però, esclusivamente i medici anestesisti e gli infermieri operanti nel 118, senza coinvolgere nel provvedimento (almeno finora) i medici di emergenza sanitaria territoriale”.

“Figli e figliastri – sottolinea Cosentino – come spesso accade nella nostra Sicilia. Parliamo di oltre 7 milioni di euro per il 2017 e il 2018 in attesa di avere personale dedicato, cioè esclusivamente a servizio del Sues  118, che questa regione con la lentezza di un elefante non riesce a formare!”.

“Ma puntiamo il dito nuovamente contro la riorganizzazione delle rete ospedaliera – aggiunge – e, soprattutto il rischio sempre più concreto di tagli ai mezzi di soccorso e al numero di ambulanze con i medici a bordo, soprattutto in provincia di Messina, il che provocherebbe un autentico disastro. Non esistono, al momento, infatti, elementi di certezza che nella macroarea di Messina, come in altre, il numero delle ambulanze medicalizzate, come promesso dalla parte pubblica, venga mantenuto in deroga a quanto disposto dai decreti”.

“Gli operatori e i cittadini comuni devono essere adeguatamente informati della gravità di quanto sta avvenendo sulla loro pelle – spiega ancora Cosentino – perché la difesa delle ambulanze medicalizzate non è semplicemente per la salvaguardia di posti di lavoro ma per la tutela di un sistema necessario per l’emergenza-urgenza che produce riduzione di mortalità, soprattutto nell’ambito delle reti tempo-dipendenti, per esempio nella gestione degli infarti, la rete IMA e della rete stroke”.

“Ecco perché i medici dell'Emergenza dicono basta – conclude il dirigente Smi – bisogna rompere il muro di gomma dell'amministrazione regionale con una forte e compatta protesta per la difesa della sanità pubblica”.

11 Settembre 2017

© Riproduzione riservata

Carcinoma dell’endometrio. All’Arnas Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo al via il test di ricerca delle mutazioni del gene pole
Carcinoma dell’endometrio. All’Arnas Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo al via il test di ricerca delle mutazioni del gene pole

Presso l’unità operativa complessa di Anatomia Patologica dell’A.R.N.A.S. “Civico Di Cristina Benfratelli” di Palermo, diretta dalla dott.ssa Elettra Unti, è stato avviato il test per la ricerca delle mutazioni del...

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

LEA 2024 e Istat. La sanità Siciliana tra gli ultimi della classe. Anaao Assomed: “Siamo pronti a collaborare”
LEA 2024 e Istat. La sanità Siciliana tra gli ultimi della classe. Anaao Assomed: “Siamo pronti a collaborare”

“I siciliani non meritano questa sanità che ha come comune denominatore il segno meno: meno medici, meno dirigenti sanitari, meno infermieri, meno risorse, meno equità e meno diritto alla Salute....

Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle
Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle

Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici e, in molti casi, potrebbero essere evitate...