Sordità. Umbria e Marche insieme nel progetto “Sais”

Sordità. Umbria e Marche insieme nel progetto “Sais”

Sordità. Umbria e Marche insieme nel progetto “Sais”
Per accessibilità e indipendenza delle persone sorde, 349mila di finanziamento con Dcpm. L’iniziativa verrà realizzata a partire da marzo, in partenariato con Ens Umbria e quella delle Marche, per promuovere e garantire “il rispetto dei principi sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità”. Affetti in 1600 nelle due Regioni e 500milain Italia, 7 mln soffrono di disturbi uditivi.

Si chiama “Sais – Sensibilizzazione, accessibilità e indipendenza delle persone sorde”, il progetto presentato in forma consortile dalle Regioni Umbria e Marche e ammesso a finanziamento per 349 mila 500 euro con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 dicembre.
Lo rende noto l'assessore alla salute e al Welfare della Regione Umbria, Luca Coletto, precisando che l’iniziativa verrà realizzata a partire da marzo, in partenariato con Ens Umbria, l’associazione maggiormente rappresentativa delle persone sorde e con ipoacusia, e quella delle Marche.

“Grazie al progetto, che conta sulla proficua collaborazione interregionale avviato con le due associazioni – ha spiegato Coletto – abbiamo ora a disposizione maggiori risorse per promuovere e garantire il rispetto dei principi sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità , nella fattispecie dei diritti delle persone sorde e con ipoacusia. La sordità non si vede ed è riconoscibile solo al momento di comunicare, ma intorno ad essa si innalzano temibili nemici silenziosi, le barriere della comunicazione, che rendono estremamente difficile, se non impossibile, l'accesso ai servizi anche basilari”.

“La popolazione sorda dell’Umbria e delle Marche in totale si attesta attorno alle 1.600 unità e non bisogna trascurare il fatto che la sordità rallenta il processo del linguaggio parlato e rende difficoltose le relazioni sociali, l’apprendimento a scuola dei ragazzi e, di conseguenza, compromette lo sviluppo culturale. La mancanza di un adeguato ausilio specializzato quindi, può condurre all’emarginazione ed all’analfabetismo”.

L’assessore ha ricordato, inoltre, che “secondo dati diffusi dal Ministero della Salute e recentemente confermati dalla Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Università di Torino viene segnalata una percentuale del 10-12 per cento della popolazione italiana 7 milioni di persone, che soffre di disturbi uditivi. In tale prospettiva è ipoacusica una persona su tre dopo i cinquant'anni e due su tre oltre i settantacinque anni.

“In Italia sono più di mezzo milione le persone adulte con sordità grave invalidante – ha proseguito – che con difficoltà vedono riconosciuto il proprio diritto ad accedere alle risorse sociali, umane, culturali offerte dalla nostra società. La progettualità presentata, quindi, prevede azioni finalizzate all’abbattimento delle barriere culturali e comunicative che impediscono o limitano in concreto il diritto fondamentale all’inclusione e alla partecipazione attiva nella società”.

Grazie al progetto sarà attivato uno sportello di Segretariato sociale che metterà a disposizione personale formato che, grazie alla possibilità di utilizzare sistemi di video chiamata, potrà rispondere in qualsiasi momento. Sono previsti anche servizi di interpretariato Lis e di mediazione linguistico culturale e percorsi di formazione per gli operatori. In particolare, il servizio di interpretariato Lis si è rivelato fondamentale in questa fase di emergenza sanitaria che ha modificato le modalità di lavoro e formazione.

09 Dicembre 2020

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