Stabilizzazione precari. Per Fismu Sicilia “un accordo di facciata”

Stabilizzazione precari. Per Fismu Sicilia “un accordo di facciata”

Stabilizzazione precari. Per Fismu Sicilia “un accordo di facciata”
Per Rosario Di Carlo, responsabile regionale dirigenza medica del sindacato, l’assessore ha emanato “una inutile direttiva che non aggiunge nulla allo stato confusionale in cui versano gli attuali Commissari, che sarebbe bene mandare a casa per evitare ulteriori danni. Non si possono convocare i sindacati della dirigenza e del comparto senza accogliere alcun suggerimento né aprire un confronto serio”.

Per Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu la proposta della Regione di stabilizzazione del personale medico, sanitario e amministrativo della sanità è “insufficiente” e “aggrava i problemi del Ssr (servizio sanitario regionale). Incomprensibile la firma di alcuni sindacati minoritari”.

Rosario Di Carlo, dirigente nazionale e responsabile regionale dirigenza medica di Fismu (che fa parte di FVM, Federazione Veterinari e Medici) ricorda “il ruolo strategico del personale impegnato durante la pandemia: professionisti che hanno fatto fronte a una emergenza sanitaria e che hanno sopperito ai problemi strutturali della sanità siciliana”. Ma in Sicilia, evidenzia, “assistiamo ad aziende che assumono nuovo personale, scavalcando i diritti acquisiti di questi colleghi, garantiti dalle norme nazionali. Centinaia di donne e uomini messi in un angolo e che addirittura non vedono rinnovati i loro contratti a tempo determinato: gli eroi dimenticati della pandemia. Il protocollo non l’abbiamo sottoscritto perché manca la sospensione dei concorsi e delle mobilità, così viene meno la priorità a chi ha diritto alle stabilizzazioni”.

“Non basta – chiarisce Di Carlo – un semplice invito rivolto ai Commissari Straordinaria, come dimostrano i fatti degli ultimi 30/40 giorni. Assente anche la garanzia di pari opportunità fra personale in servizio e non. Abbiamo chiesto di dare la medesima precedenza al personale in servizio (in quanto prorogato) e quello non più in servizio (in quanto non prorogato dalle Aziende). Così, con questo ‘protocollo regionale’, il personale lasciato a casa per aver raggiunto i 36 mesi consecutivi, o non prorogato per mancanza della copertura finanziaria (magari con più di 18 mesi di servizio) è destinato ad essere tagliato fuori dalla stabilizzazione e di vedersi superato da professionisti con minore anzianità di servizio. Infine, non si mantiene in servizio, nei posti vacanti, il personale del ruolo tecnico e professionale”.

Per il sindacalista l’assessore alla salute, Giovanna Volo, “dimostra tutta l’inconcludenza di un governo della sanità inconcludente. Con improbabili accordi sindacali l’Assessore ha emanato una inutile direttiva che non aggiunge nulla allo stato confusionale in cui versano gli attuali Commissari, che sarebbe bene mandare a casa per evitare ulteriori danni”.

“Proprio non va – conclude Di Carlo – non si possono convocare i sindacati della dirigenza e del comparto senza accogliere alcun suggerimento né aprire un confronto serio. Non si può presentare un documento, nei fatti, non emendabile e oltretutto alla fine sottoscritto soltanto dai sindacati ‘amici’ che rappresentano meno del 10% del settore. Così l’Assessore ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza”.

Per il sindacato serve, ora, “una risposta ferma e unitaria del mondo della sanità, anche con una giornata di sciopero. Come Fismu chiediamo a tutte le organizzazioni di unire le forze dell’Intersindacale e incrociare le braccia a maggio contro le decisioni dell’Assessore alla salute, non solo per tutelare i diritti dei professionisti medici e sanitari ma anche per difendere e modernizzare una sanità pubblica robusta e di qualità per i cittadini”.

06 Aprile 2023

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