Stanziati 12 milioni a sostegno alla domiciliarità per le persone con autonomia limitata

Stanziati 12 milioni a sostegno alla domiciliarità per le persone con autonomia limitata

Stanziati 12 milioni a sostegno alla domiciliarità per le persone con autonomia limitata
Per le persone non autosufficienti o affette da demenza non grave, poter restare nel proprio ambiente è importante e può contribuire a potenziare gli effetti delle cure, o comunque a non far peggiorare le loro condizioni psicofisiche. Per questo la Regione sostiene tutte le iniziative che contribuiscano a mantenere le persone con scarsa autonomia a casa propria.

"Per le persone non autosufficienti o affette da demenza non grave, poter restare nel proprio ambiente è importante e può contribuire a potenziare gli effetti delle cure, o comunque a non far peggiorare le loro condizioni psicofisiche. Per questo la Regione sostiene tutte le iniziative che contribuiscano a mantenere le persone con scarsa autonomia a casa propria". È quanto si legge in ina nota della Regione Toscana.
 
"Va in questa direzione anche la delibera presentata dall'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso della sua utlima seduta – prosegue la nota -, che delinea gli elementi essenziali per l'adozione di un avviso pubblico finalizzato a sostenere la domiciliarità delle persone con limitazione dell'autonomia. L'avviso verrà adottato entro una quindicina di giorni, nell'ambito del POR FSE 2014-2020, e verrà finanziato dalla Regione con 12.312.269 euro".
 
"I progetti, che potranno essere presentati dalle Società della Salute o, dove le SdS non siano state costituite, dal soggetto pubblico espressamente individuato dalla Conferenza dei sindaci – specifica la Regione -, dovranno essere finalizzati a favorire la permanenza nel proprio domicilio delle persone non autosufficienti, sia attraverso l'accesso a servizi e percorsi innovativi di carattere socio-assistenziale, sia attraverso l'ampliamento dei servizi di assistenza familiare".
 
"Prendersi cura di un soggetto non autosufficiente – si legge nella delibera – significa innanzitutto rispettare la persona e i suoi diritti fondamentali, tra i quali vi è il diritto alla domiciliarità, che condiziona profondamente l'identità della persona. La domiciliarità infatti rappresenta quel contesto significativo per la persona fragile, che comprende la casa, ma anche ciò che la circonda, cioè l'habitat collegato alla propria storia, all'esperienza, alla cultura, alla memoria, al paesaggio, alla sofferenza e alla gioia di ognuno. Una presa in carico precoce, una forte personalizzazione e una costante revisione del piano di intervento possono favorire l'assistenza al malato, consentendogli di rimanere nel proprio ambiente".
 
Due i tipi di azioni previsti:
1) Percorsi innovativi per la cura e il sostegno familiare di persone affette da demenza lieve o moderata. "Sono rivolti a persone con diagnosi di demenza lieve o moderata e alle loro famiglie. La persona riceverà un Piano individualizzato- spiega la nota – che potrà prevedere la combinazione di diverse tipologie di prestazioni (con pacchetti di interventi che possono variare da 3.000 a 4.000 euro): per esempio, interventi del fisioterapista, di stimolazione neurocognitiva, supporto psicologico alla famiglia, Centro diurno, Caffè Alzheimer, Atelier Alzheimer".
 
2) Ampliamento del servizio di assistenza familiare. "È rivolto a persone ultra65enni e prevede l'erogazione di contributi economici alla spesa per un "assistente familiare", assunto con regolare contratto di lavoro, per facilitare la permanenza nel proprio contesto familiare della persona con limitazione dell'autonomia, e anche promuovere l'occupazione regolare e una maggiore sostenibilità della spesa a carico delle famiglie. Il contributo verrà erogato attraverso Buoni servizio, il cui ammontare può variare da 400 a 700 euro – conclude la nota -, a seconda della condizione economica del destinatario, verificata attraverso l'attestazione Isee".

23 Maggio 2019

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