Studente universitario molisano sordo: “Studio in Abruzzo. Regione riconosca Lingua dei Segni”

Studente universitario molisano sordo: “Studio in Abruzzo. Regione riconosca Lingua dei Segni”

Studente universitario molisano sordo: “Studio in Abruzzo. Regione riconosca Lingua dei Segni”
Michele Buscio, 23 anni, studia in Abruzzo: “In Molise ancora troppe barriere. Non è mai stato discusso il decreto legislativo, una legge che noi cittadini molisani con sordità attendiamo da anni”. Il suo appello al Governatore Toma per il riconoscimento della Lis, “Ci consentirebbe libertà di espressione come previsto dalla Costituzione”. Pronta la risposta di Romagnuolo (Lega): “Presenterò proposta in Consiglio”

“In Molise non c’è il riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana (Lis). Non è mai stato discusso il decreto legislativo, una legge che noi cittadini molisani con sordità attendiamo da anni. Sono veramente deluso”. È l’appello del 23enne Michele Buscio di Bonefro al Presidente della Regione, Donato Toma, al quale chiede il riconoscimento della Lis.

“Riconoscere la Lingua dei Segni migliorerebbe la qualità di vita delle persone sorde e non solo – dichiara il giovane – Consentirebbe di avere la libertà di espressione come previsto dalla Costituzione”. Per il ventitreenne di Bonefro, che studia in Abruzzo, in Molise ci sono ancora molte barriere da abbattere. "Ho concluso il terzo livello di corso formazione della Lis in Abruzzo – aggiunge -. Sto pensando di accedere all’Università, alla Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Studiare in Molise è complicato per chi è disabile. Mancano figure professionali, come l’interprete Lis, e servizi adeguati a studenti disabili. La diversità non è un mondo a parte, ma una parte del mondo”.

“La Lis dovrebbe essere materia scolastica – prosegue Michele -. Deve entrare nei programmi televisivi locali. L'accessibilità dovrebbe essere anche nella Sanità, nelle stazioni ferroviarie, nel parlamento regionale del Molise. La Lingua dei Segni non è destinata solo alle persone con sordità, ma anche a chi ha difficoltà nel linguaggio comunicativo vocale”.

Pronta la risposta della Consigliera Regionale Aida Romagnuolo. “Presto in Consiglio regionale presenterò un ordine del giorno per il riconoscimento della Lingua dei Segni in uno dei corsi di formazione finanziati dalla Regione, perché mai, fino a oggi, nell’Assemblea se ne è discusso. Raccolgo volentieri, come cittadina e come legislatore regionale, l’appello di Michele Buscio di Bonefro”.

16 Gennaio 2020

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