Tbc. Consiglio di Stato respinge ricorso del Codacons contro il Gemelli

Tbc. Consiglio di Stato respinge ricorso del Codacons contro il Gemelli

Tbc. Consiglio di Stato respinge ricorso del Codacons contro il Gemelli
Per il Consiglio di Stato non c’è ragione di procedere ulteriormente a ritroso nell'esecuzione dei test per individuare i bambini contagiati da Tbc al Gemelli in assenza di evidenze di casi di infezione concretamente accertati. Il testo dell'ordinanza dei giudici di Palazzo Spada.

Il Consiglio di Stato mette un punto alla vicenda Tbc al Policlinico Gemelli di Roma respingendo, con ordinanza n. 1293 depositata lo scorso 30 marzo, il ricorso promosso dal Codacons per chiedere che fosse data esecuzione all’ordinanza cautelare n. 4985 dell’11 novembre 2011 adottata dalla stessa sezione e in cui si prevedeva che, “sulla base delle disposizioni contenute nelle Linee Guida e degli accertamenti fino ad oggi compiuti sui bambini nati nel reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli, i test di controllo dovranno essere effettuati, su base volontaria, su tutti i bambini nati nei tre mesi antecedenti la data di nascita della bambina risultata certamente affetta da TBC e, nel caso fossero accertati ulteriori casi di positività, anche nei confronti dei bambini nati nei tre mesi precedenti l’ultimo caso di infezione eventualmente accertato estendendo l’indagine, sempre nel rispetto dei criteri dettati nelle indicate Linee Guida, al massimo fino alla data in cui l’infermiera risultata colpita dall’infezione ha preso servizio nel reparto”.
 
Già nel dicembre scorso, respingendo un’analoga richiesta del Codacons, la terza sezione del Consiglio di Stato osservava che “non risulta giustificata … la possibile estensione dei test nei confronti dei bambini nati prima del 22 dicembre 2010, tenuto anche conto che, come emerge dagli atti, la positività accertata in alcuni bambini con il metodo Quantiferon non risulta poi confermata dagli altri accertamenti ai quali gli stessi bambini sono stati sottoposti con metodi di indagine più affidabili”.

Ed ora torna a ribadirlo, affermando anche, nell’ordinanza del 30 marzo, che “l’amministrazione ha in gran parte eseguito” l’ordinanza cautelare di novembre 2011 e che, “per la residua parte, ha dimostrato di voler eseguire correttamente, fermo restando che qualora dovesse essere confermata, anche ai successivi test, la positività di qualcuno dei bambini ancora non negativi al Quantiferon, l’amministrazione dovrebbe procedere ad ulteriori test sui bambini nati nei tre mesi precedenti, nel rispetto dei principi richiamati nella ordinanza cautelare n. 4985 dell’11 novembre 2011”.

Per il Consiglio di Stato, “alla luce di tali circostanze, non può essere accolta nemmeno la richiesta di condanna dell’amministrazione alla sanzione pecuniaria”.
 

04 Aprile 2012

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