Timbrava il cartellino e andava a fare intramoenia in nero. Denunciato primario a Cuneo

Timbrava il cartellino e andava a fare intramoenia in nero. Denunciato primario a Cuneo

Timbrava il cartellino e andava a fare intramoenia in nero. Denunciato primario a Cuneo
Contestate circa 300 prestazioni. Oltre ai suoi compensi, il primario tratteneva la somma che, in quanto attività “intramuraria”, avrebbe dovuto corrispondere all’Azienda Ospedaliera. In alcuni casi il professionista avrebbe effettuato le visite anche presso studi medici privati in orari in cui avrebbe dovuto essere presente nella struttura ospedaliera. Sequestrati al professionista valori per oltre 17 mila euro, corrispondi alla quota parte spettante all’Azienda per le visite in nero effettuate dal professionista.

La Guardia di Finanza di Cuneo ha proceduto al sequestro per equivalente della somma di oltre 17 mila euro nei confronti di un primario dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo. Secondo la stampa locale, che cita una nota delle Fiamme Gialle, il professionista "in violazione delle norme che  disciplinano l’attività 'intramoenia' ospedaliera esercitata presso centri o strutture sanitarie private, aveva effettuato circa 300 visite mediche specialistiche facendosi corrispondere l’onorario senza rilasciare la necessaria documentazione fiscale. Nel caso di specie, trattandosi di attività “intramuraria”, una parte del compenso avrebbe dovuto essere versata nelle casse dell’Azienda Ospedaliera".
 
“Nello specifico – continua la nota -, è stato appurato che il professionista, in violazione delle norme che  disciplinano l’attività 'intramoenia' ospedaliera esercitata presso centri o strutture sanitarie private, aveva effettuato circa 300 visite mediche specialistiche facendosi corrispondere l’onorario senza rilasciare la necessaria documentazione fiscale. Nel caso di specie, trattandosi di attività 'intramuraria', una parte del compenso avrebbe dovuto essere versata nelle casse dell’Azienda Ospedaliera".
 
"Inoltre – conclude la Guardia di Finanza di Cuneo -, è stato accertato che in alcuni casi lo stesso professionista effettuava le menzionate visite recandosi presso studi medici privati in orari in cui avrebbe dovuto essere presente nella struttura ospedaliera, in particolare dopo aver timbrato con il badge elettronico l’ingresso in ospedale per poi allontanarsi e rientrarvi smarcando nuovamente il badge per attestarne l’uscita. La somma sequestrata per equivalente corrisponde alla quota parte spettante all’Azienda Ospedaliera per le visite in nero effettuate dal professionista".

10 Gennaio 2020

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