Toscana. Al via percorso formativo per il personale sanitario e penitenziario

Toscana. Al via percorso formativo per il personale sanitario e penitenziario

Toscana. Al via percorso formativo per il personale sanitario e penitenziario
Salute senza restrizioni. Questo il nome del percorso formativo, avviato oggi dalla Toscana, per operatori sanitari e penitenziari. Un corso destinato a 150 operatori, divisi tra personale sanitario e personale penitenziario. Previste 5 edizioni che coinvolgeranno complessivamente 1.200 operatori.

Prima regione in Italia, la Toscana ha avviato oggi il percorso formativo per operatori sanitari e penitenziari, che prevede anche corsi destinati agli stessi detenuti. In seguito al passaggio della sanità penitenziaria dal ministero di giustizia al servizio sanitario nazionale (DPCM 1 aprile 2008), in questi ultimi anni la Regione Toscana ha messo in campo numerose iniziative perché ai detenuti siano garantiti gli stessi servizi e lo stesso livello di salute garantiti ai cittadini liberi. Tra queste, appunto, un percorso per lo sviluppo continuo della salute in carcere: una qualificazione di chi opera e di chi vive la propria esistenza all’interno degli istituti penitenziari, perché il livello di salute migliori costantemente.

Il piano di formazione è stato presentato e ha avuto il suo avvio oggi, con una giornata di studio che si è tenuta nel Centro di formazione Il Fuligno, di Firenze, dal titolo “Salute senza restrizioni: il valore aggiunto dei percorsi integrati di formazione”, alla quale hanno partecipato operatori sanitari e penitenziari.

 “Ci stiamo impegnando con ogni mezzo a nostra disposizione perché a chi vive dentro le mura del carcere siano garantiti gli stessi servizi sanitari che spettano ai cittadini liberi – ha detto l’assessore al diritto alla salute, Daniela Scaramuccia, nel presentare l’iniziativa – La salute è un diritto di tutti indistintamente. La Toscana è stata la prima Regione a regolamentare con una legge il passaggio delle competenze e la gestione della sanità penitenziaria. Da allora, abbiamo messo in atto tante iniziative perché la salute in carcere non resti un diritto solo sulla carta, ma diventi una realtà”.
Con il passaggio delle funzioni sanitarie alla sanità regionale (1° aprile 2008), c’è stato in Toscana un incremento del personale sanitario – quello più marcato è per gli infermieri, passati da 149 a 177 (+23%) – e delle ore lavorate (personale tecnico e ausiliario).

Il corso è destinato a 150 operatori, di cui 75 personale sanitario e 75 personale dell’amministrazione penitenziaria. Sono previste 5 edizioni, organizzate per Area Vasta tra Aziende sanitarie e istituti penitenziari (una a Siena, due a Firenze e due a Pisa), che coinvolgeranno complessivamente 1.198 operatori.

I percorsi della formazione professionale riguardano quattro aree tematiche, per ciascuna delle quali sono coinvolti detenuti, personale sanitario che opera dentro il carcere, e personale penitenziario.

Il primo modulo formativo riguarderà le tecniche di rianimazione cardio-respiratoria. Un secondo modulo prevede interventi formativi integrati su gestione del rischio chimico, biologico, fisico e in genere rischi derivanti dall’ambiente in cui si opera, compresa la gestione del rischio suicidario. Un terzo modulo formativo è dedicato in particolare al sistema minorile. Infine è previsto un corso, destinato al solo personale sanitario, sulla gestione del rischio clinico.

Ai detenuti è invece destinata la linea progettuale per la sicurezza alimentare: in particolare, il corso è rivolto a quei detenuti che effettuano la preparazione, somministrazione e distribuzione degli alimenti. E questo, al termine del periodo di detenzione, per i detenuti che riceveranno un attestato valido a tutti gli effetti, varrà come attestazione di formazione professionale spendibile anche al di fuori del carcere.

10 Maggio 2012

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...