Toscana. Presto un Registro delle morti cardiache improvvise nei giovani

Toscana. Presto un Registro delle morti cardiache improvvise nei giovani

Toscana. Presto un Registro delle morti cardiache improvvise nei giovani
L’annuncio arriva a pochi giorni dalla morte del capitano della Fiorentina Davide Astori. Il registro sarà gestito dal Centro per le Cardiomiopatie dell’AOU Careggi ma sarà collegato in maniera capillare con tutte le realtà clinico-assistenziali della regione. Includerà i dati dei pazienti deceduti per morte cardiaca improvvisa, ma anche le informazioni cliniche dei familiari e di tutti i soggetti a rischio.

All’indomani della morte del capitano della Fiorentina Davide Astori, la Regione Toscana ha annunciato che verrà presto istituito nella regione un Registro per le morti cardiache improvvise giovanili.

L’avvio del registro è previsto al termine del ToRSADE (Tuscany Registry of Sudden cArdiac DEath) per il monitoraggio e la prevenzione delle morti cardiache improvvise giovanili. Il progetto, avviato grazie al Bando FAS Salute 2014, si concluderà nell'ottobre 2018; ha come capofila il Dipartimento di neuroscienze, psicologia, area del farmaco e salute del bambino dell'Università di Firenze e come partner l'Istituto nazionale di ottica del CNR e la Medicina molecolare e dello sviluppo dell'Università di Siena, ed ha avuto un contributo da parte della Regione di 698.000 euro (su un costo totale di 900.000 euro).

“La morte di Davide Astori ci ha molto scosso e fatto riflettere”, dice l'assessore al diritto alla salute, welfare e sport Stefania Saccardi. “Lo piangiamo con la sua famiglia, gli amici, i compagni. È difficile accettare che un ragazzo di 31 anni sano e forte possa morire così, in un attimo. Per questo riteniamo fondamentale il ruolo della ricerca scientifica, che può aiutarci a indagare le cause di queste morti e prevenirle in futuro. È questo il senso del progetto ToRSADE e del Registro che verrà istituito a conclusione del progetto stesso”.

La morte cardiaca improvvisa colpisce ogni anno in Italia più di 1.000 giovani con età inferiore ai 40 anni, e insorge frequentemente in soggetti apparentemente sani. La morte cardiaca improvvisa riconosce cause quasi esclusivamente aritmiche e nella maggior parte dei casi esiste una cardiopatia sottostante, nota o occulta, che spiega la suscettibilità alle aritmie. Lo screening cardiologico obbligatorio negli sportivi, attivo dal 1982, ha ridotto in parte la mortalità per morte cardiaca improvvisa nei giovani sportivi, ma la maggioranza dei soggetti a rischio rimangono ancora non identificati.

La Regione Veneto, unica per ora in Italia, ha attivato un registro per le morti improvvise giovanili, che ha permesso di identificare in maniera efficace l'eziologia di molti casi di morte cardiaca improvvisa, con importante beneficio preventivo per i familiari. L'assenza di un simile registro nella nostra regione rappresenta una grave limitazione alle possibilità di prevenire casi di morte cardiaca improvvisa. Inoltre, anche in soggetti a rischio ben noti, la scarsità di farmaci efficaci e la notevole invasività dei defibrillatori impiantabili rende difficile una prevenzione efficace.

Obiettivo del progetto è il monitoraggio e la prevenzione delle morti cardiache improvvise giovanili in Toscana. Questo sarà ottenuto prima di tutto tramite la costituzione di un registro integrato gestito centralmente presso il Centro per le Cardiomiopatie (AOU Careggi) ma collegato in maniera capillare con tutte le realtà clinico-assistenziali della regione. La piattaforma includerà non solo i dati dei pazienti deceduti per morte cardiaca improvvisa, ma anche le informazioni cliniche dei familiari e di tutti i soggetti a rischio. Si cercherà poi di valutare l'efficacia dello screening cardiologico obbligatorio degli sportivi, il principale strumento di prevenzione della morte cardiaca improvvisa su vasta scala.

Sfruttando il registro, si studieranno i principali predittori clinici e strumentali di morte cardiaca improvvisa nei pazienti con diverse cardiomiopatie, per migliorare la selezione dei pazienti in cui impiantare un defibrillatore. In parallelo, un vasto studio clinico retro-prospettico verrà svolto su soggetti giovani portatori di ICD (defibrillatore cardiaco impiantabile) per valutarne il rapporto tra benefici preventivi e impatto negativo sulla qualità di vita. A fianco di ciò, progetti innovativi di ricerca traslazionale saranno svolti per aumentare la conoscenza sui meccanismi aritmogenici nei pazienti cardiologici.

09 Marzo 2018

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