Toscana. Salute mentale, protocollo d’intesa tra Regione e associazioni

Toscana. Salute mentale, protocollo d’intesa tra Regione e associazioni

Toscana. Salute mentale, protocollo d’intesa tra Regione e associazioni
Collaborazione più stretta per attivare azioni congiunte e nuove forme di cooperazione al fine di assicurare una più ampia azione di promozione e tutela della salute mentale sul territorio. È questo l'obiettivo del protocollo siglato questa mattina dall'assessore al diritto alla Salute, Luigi Marroni.

Regione Toscana e associazioni collaboreranno in maniera sempre più stretta per promuovere e tutelare al meglio la salute mentale dei cittadini. È questo il senso del protocollo firmato stamani dall’assessore al diritto alla Salute, Luigi Marroni, e da Gemma Del Carlo, presidente del Coordinamento toscano delle associazioni per la salute mentale, che riunisce 38 associazioni di familiari e utenti. Nel protocollo, Regione e Coordinamento concordano “sulla necessità di attivare e sviluppare forme di ccoperazione e integrazione al fine di assicurare una più ampia azione di promozione e tutela della salute mentale della popolazione della Toscana” e per questo  “si impegnano a concordare azioni congiunte e a collaborare a singole iniziative rispondenti agli indirizzi programmatici condivisi”.

“I disturbi psichici sono in aumento– ha detto Marroni – il nuovo Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale dedica alla salute mentale un ampio capitolo, ponendosi l’obiettivo di accogliere i bisogni delle persone di ogni età con disturbi psichici e promuovere servizi finalizzati a percorsi di prevenzione e ripresa. Per questo – ha proseguito – è fondamentale la collaborazione con le associazioni di familiari e utenti, che ci consente di intercettare prima possibile il disagio psichico e mettere a punto interventi sempre più mirati ed efficaci”.

Le situazioni di disagio psico-sociale contribuiscono all’insorgenza della malattia mentale. Eventi come la disoccupazione, la precarietà, le condizioni socio-economiche, la solitudine degli anziani, la difficile condizione dei migranti e dei rifugiati, sono tutti fonte di disturbi psichici anche molto gravi. “Per questo – ha concluso l’assessore – diventa indispensabile trovare nuovi approcci, più proattivi degli attuali, capaci di intercettare il bisogno e di riorganizzare i servizi in modo adeguato alla domanda, per rispondere con tempestività, pertinenza, efficacia”.
 

05 Luglio 2012

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