Trentatré sindaci del Basso Molise chiedono al Governo azzeramento del debito sulla sanità

Trentatré sindaci del Basso Molise chiedono al Governo azzeramento del debito sulla sanità

Trentatré sindaci del Basso Molise chiedono al Governo azzeramento del debito sulla sanità
Dai primi cittadini un forte e accorato “no” al ridimensionamento del San Timoteo di Termoli e del Vieti di Larino, sui quali Toma si era espresso nelle settimane scorse a Mi Manda Raitre. I sindacati del Basso Molise disapprovano il Pos, Programma Operativo sanitario 2019-2021 chiedono l’intervento del Governo affinché venga azzerato il debito sanitario del Molise. Occorre “rivisitazione del decreto Balduzzi”.

Il forte e accorato “no” al ridimensionamento dell’ospedale San Timoteo di Termoli, con il rischio di chiusura di reparti rilevanti per il territorio quali il punto nascita, l’emodinamica e la diabetologia, del Vietri di Larino (Campobasso) con le divisioni di Iperbarica, riabilitazione di 2° livello, Rsa; al centro di un documento congiunto firmato dai 33 sindaci dell’ambito sociale di Termoli e Larino inviato al presidente della Regione Molise e commissario ad acta della sanità, Donato Toma.

Gli amministratori del Basso Molise disapprovano il Pos, Programma Operativo sanitario 2019-2021 adottato con decreto 94 del 9 settembre scorso e chiedono l'intervento del Governo affinché venga azzerato il debito sanitario del Molise. “C’è necessità di una rivisitazione del decreto Balduzzi i cui criteri non possono essere applicati al Molise, che resta ‘un quartiere di Roma’ nel numero di abitanti, ma non nelle condizioni orografiche (riferimento ai rilievi montuosi, ndr) del territorio sul quale essi sono distribuiti. Per poter raggiungere questo obiettivo riteniamo che tutte le Istituzioni molisane, a qualsiasi livello, debbano agire all’unisono, il commissario-Presidente, la rappresentanza parlamentare, noi Sindaci”.

“Tutti insieme – insistono i trentatré sindaci – dobbiamo rappresentare con forza la necessità di vederci riconosciuto il diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione”.

I sindaci dei due ambiti sociali, inoltre, non condividono il Pos 2019-21 e chiedono al presidente-commissario Toma di accogliere le istanze avanzate per il miglioramento della rete sanitaria molisana.

“Non lo condividiamo in quanto uno strumento così importante per l’intera regione è stato approvato, ancora una volta, senza il necessario coinvolgimento della Conferenza dei Sindaci – si legge nella missiva – ma, soprattutto, perché ridimensiona ancora di più le prestazioni ospedaliere per i cittadini di questo territorio”.

“Invitiamo il Commissario ad acta a voler considerare celermente tutte le osservazioni e i rilievi formulati nella redazione del nuovo Piano Operativo Sanitario del 2022-2025 – concludono -. Nel caso di mancato accoglimento delle nostre istanze nel redigendo Pos 2022-2025, rappresentiamo fin d’ora di non prestare alcuna intesa riservandoci ogni azione utile a salvaguardare e garantire il diritto alla salute dei nostri cittadini”.

13 Ottobre 2021

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