Trento. Firmato il protocollo per l’assistenza sanitaria integrativa

Trento. Firmato il protocollo per l’assistenza sanitaria integrativa

Trento. Firmato il protocollo per l’assistenza sanitaria integrativa
L’intesa, sottoscritta da parti sociali, sindacati, mondo imprenditoriale e dall'assessore alla Salute, Ugo Rossi, punta a promuovere una crescita e diffusione capillare dei servizi sanitari sul territorio in una prospettiva di contenimento delle risorse.

I rappresentanti delle parti sociali, sindacati e mondo imprenditoriale, assieme all'assessore provinciale alla salute e politiche sociali, Ugo Rossi, hanno firmato lo scorso venerdì un protocollo d'intesa per l'assistenza sanitaria integrativa con cui si dà avvio alla fase operativa di definizione del progetto. La Regione punta così a garantire una crescita dei servizi sanitari e a promuovere una loro diffusione capillare, in una prospettiva di contenimento delle risorse. Con la sottoscrizione del protocollo prende avvio un percorso per la costruzione di un sistema di assistenza sanitaria integrativa a carattere territoriale, guidato dalle parti sociali, che possa contribuire alla definizione della sostenibilità del sistema di welfare trentino.

"I fondi integrativi – ha detto l'assessore Rossi –  avranno successo nella misura in cui le parti, lavoratori e aziende, ci crederanno e decideranno di avvalersene. La logica è costruire uno strumento utile al sistema – ha proseguito – ma utile anche a chi oggi nel sistema non c'è, quindi a tutti i cittadini che sono esclusi dagli strumenti attuali e potrebbero, fatti tutti gli approfondimenti, avvalersi invece di fondi integrativi previsti contrattualmente. In questa cornice potrebbe rientrare anche il tema dell'assegno di cura".

Lo strumento previsto dalla legge dei fondi integrativi sanitari territoriali, che è disciplinato dalla legge di riforma dell’ordinamento sanitario, cerca di coniugare due esigenze: da un lato fornire protezione finanziaria alle persone nel momento in cui si trovano ad affrontare situazioni difficili e permanenti (ad esempio  la non autosufficienza), dall’altro cercare di mantenere questo flusso nel sistema delle nostre entrate territoriali e far sì che il suo utilizzo sia coerente con la programmazione pubblica del sistema sanitario.
Dopo una prima fase di confronto con le parti sociali in cui sono stati individuati i temi e le criticità da elaborare e risolvere e con il protocollo firmato oggi sono stati definiti i prossimi passaggi:

– nominare un gruppo tecnico per la redazione del progetto di assistenza sanitaria integrativa territoriale ;
– predisporre gli atti necessari alla costituzione del fondo sanitario integrativo da sottoporre all’approvazione delle parti firmatarie del presente protocollo di intesa;
– definire le strutture di governance che prevedano forme di indirizzo e controllo concordate tra amministrazione e parti sociali per la gestione del futuro “Ente sanitario integrativo territoriale;
– valutare la possibilità di estendere il sistema di fondi sanitari integrativi anche i cittadini non lavoratori dipendenti e i pensionati, altrimenti esclusi dalla consolidata tipologia dei fondi di natura contrattuale;
– ricercare opportuni interventi agevolativi di natura tributaria da proporre con specifica norma di legge in favore dei soggetti e delle aziende aderenti al progetto territoriale di assistenza sanitaria integrativa.

Questa, come ha evidenziato Rossi, "è una tappa importante di un lavoro comune improntato alla necessaria ricerca di strumenti innovativi a favore della sostenibilità e dell’estensione dei servizi ai cittadini del nostro territorio con un attenzione particolare alla possibilità di sviluppare strumenti contrattuali coerenti all’esercizio della nostra autonomia".
 

25 Giugno 2012

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