Trento. Fugatti e Segnana in visita al Santa Chiara

Trento. Fugatti e Segnana in visita al Santa Chiara

Trento. Fugatti e Segnana in visita al Santa Chiara
L'assessore ha annunciato che “nei prossimi mesi metteremo in agenda altri incontri perché vedere dal vivo l'ambiente in cui fate il vostro lavoro ci aiuta nel momento in cui si tratta di prendere delle decisioni”, annuncia l’assessore. Sulla carenza di professionisti, per Fugatti “occorre puntare sull'eccellenza delle nostre strutture per esercitare una certa attrazione su nuovi professionisti”.

Continua il giro visite negli ospedali del Trentino del presidente della Provincia Maurizio Fugatti e dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana che, negli scorsi giorni, si sono recati all’ospedale Santa Chiara di Trento. Ad accogliere gli amministratori il direttore generale dell'Apss Paolo Bordon, il direttore dell’integrazione socio sanitaria Enrico Nava, il direttore del Servizio ospedaliero provinciale Giovanni M. Guarrera e il direttore della direzione medica Mario Grattarola. Dopo un breve giro in alcuni reparti Presidente e Assessore hanno incontrato in auditorium i responsabili delle unità operative e dei servizi dell’ospedale. A fare il punto sulla visita, una nota della Giunta provinciale.

“Siamo qui per testimoniare l'attenzione della Giunta provinciale – ha esordito il presidente Fugatti – che, pur avendo a cuore le realtà di Valle, è perfettamente consapevole dell'importanza di un’unità centrale, che con la professionalità di chi ci lavora, le tecnologie, le specializzazioni e l'esperienza di cui dispone è il fulcro del nostro sistema sanitario”.

“Vogliamo continuare a confrontarci – ha aggiunto l'assessore Segnana – come già stiamo facendo con i vertici dell'Azienda e per questo nei prossimi mesi metteremo in agenda altri incontri perché vedere dal vivo l'ambiente in cui fate il vostro lavoro ci aiuta nel momento in cui si tratta di prendere delle decisioni”.

L'occasione è servita per porre l'accento sui problemi più pressanti. Tra questi la logistica del Santa Chiara (“Confidiamo che la vera soluzione arrivi una volta concluso il bando per il nuovo ospedale” ha detto Fugatti) alla cronica carenza di professionisti di cui soffre tutto il sistema nazionale (“Conosciamo l'impegno dell'Azienda – ha aggiunto ancora il presidente – ma occorre puntare sull'eccellenza delle nostre strutture per esercitare una certa attrazione su nuovi professionisti”).

Il direttore della direzione medica Mario Grattarola ha illustrato alcuni dati riferiti all'ospedale principale della provincia: “Il Santa Chiara è un ospedale di riferimento di secondo livello con 661 posti letto tra ordinari e day hospital e 38 strutture complesse. In questo ospedale lavorano professionisti afferenti a tutte le specialità per un totale di 2.725 dipendenti di cui 38 primari, 496 medici, 944 infermieri, 74 ostetriche, circa 225 persone tra personale tecnico sanitario e della riabilitazione, 404 operatori socio sanitari e operatori tecnici dell’assistenza oltre a 220 amministrativi. Un ospedale in cui in un giorno qualsiasi della settimana lavorano più di 1.800 persone che servono a far funzionare il Santa Chiara, ogni giorno sono circa 500 i pazienti presenti (esclusi i day hospital) in ospedale con una degenza media di 5 giorni”.

Nel 2018 sono stati circa 35.220 i ricoveri e oltre 93.600 il numero di accessi al Pronto soccorso, corrispondenti a una media di 260 accessi giornalieri, 2.348 il numero di parti e 2.396 i nati, più di 17 mila le procedure chirurgiche e più di 456 mila le prestazioni ambulatoriali con 3 milioni e 200 mila prestazioni di laboratorio.

“L’ospedale di Trento – ha evidenziato il direttore generale dell’Apss Paolo Bordon – con le sue specialità e professionisti è la struttura hub che all’interno della rete ospedaliera permette di assistere i pazienti con le patologie più complesse dove il fattore tempo e la casistica fanno la differenza. Un presidio che è da una parte ospedale di primo livello per i residenti nel capoluogo e, dall’altra, ospedale di secondo livello e quindi di riferimento per tutti cittadini trentini che necessitano di cure ad alta intensità dove sono concentrate funzioni legate non solo all’emergenza urgenza ma anche a specialità multizonali nell’interesse dell’intero sistema provinciale”.

“Una storia di eccellenza – ha proseguito Bordon – dal punto di vista dei risultati conseguiti in questi anni, pur con le criticità dovute alle difficoltà logistiche, riconosciuta anche da soggetti terzi, non a caso siamo l’unica struttura pubblica che si è sottoposta per cinque volte al ciclo di accreditamento volontario di eccellenza della Joint Commission International questo è un motivo di soddisfazione per noi e per questa comunità di operatori che può ritenersi attrattiva anche per professionisti provenienti da altre realtà italiane”.

22 Marzo 2019

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