Tumore alla prostata. Asl di Biella coinvolta in un trial clinico

Tumore alla prostata. Asl di Biella coinvolta in un trial clinico

Tumore alla prostata. Asl di Biella coinvolta in un trial clinico
Lo studio servirà a valutare gli effetti della radioterapia su pazienti trattati per tumore alla prostata. Il progetto di ricerca è promosso dal San Raffaele di Milano e vi collaborano altre importanti realtà sanitarie nazionali, tra cui l’Istituto Tumori di Milano, l’Irccs di Candiolo e l’Istituto “Regina Elena” di Roma.

L’Asl di Biella partecipa ad un studio per valutare gli effetti della radioterapia in pazienti con tumore alla prostata. Un lavoro inserito recentemente tra i clinical trials dal National Institute of Health (Ministero della salute degli Usa). Un progetto di ricerca promosso dal San Raffaele di Milano a cui l’Asa BI è stata invitata a partecipare in collaborazione con altre importanti realtà sanitarie nazionali, tra cui l’Istituto Tumori di Milano, l’Irccs di Candiolo e l’Istituto “Regina Elena” di Roma.  

“Con le tecnologie disponibili nel nuovo ospedale di Biella – spiega la Asl in una nota – è possibile erogare trattamenti radioterapici estremamente complessi. L’apporto messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha, infatti, permesso di poter contare su macchinari in grado di eseguire trattamenti altamente sofisticati, come la radioterapia ad intensità modulata”.
 
Iniziato a maggio 2016, questo studio punta ad analizzare gli effetti che la radioterapia produce nel tempo, in particolare quali conseguenze essa può determinare sul midollo osseo e di conseguenza sulla parte corpuscolata del sangue (globuli rossi, bianchi, piastrine ecc.) valutando inoltre la tossicità a livello intestinale e vescicale. “Aspetti, questi ultimi, di cui al momento si conosce poco e che proprio per questa ragione sono oggetto di indagine. Spesso, infatti, i pazienti con tumore alla prostata dopo l’intervento chirurgico urologico vengono sottoposti a radioterapia con l’obiettivo di eliminare eventuali micro metastasi, presenti ma non visibili. Poco si conosce sugli effetti collaterali che questo trattamento, eseguito con apparecchiature moderne e sicure, determina sulla funzionalità di alcuni organi, come intestino e vie urinarie”, spiega la nota aziendale.

I pazienti selezionati eseguono un emocromo prima di essere sottoposti al trattamento e vengono poi rivalutati a distanza di tre e sei mesi per comprendere quali alterazioni entrino in gioco.

“La validazione come trial clinico – conclude la Asl – valorizza l’obiettivo che l’Asl BI si è posta di puntare anche sulla ricerca, come ulteriore motore di sviluppo per le attività cliniche svolte ogni giorno all’interno dell’ospedale”.

23 Marzo 2017

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