Vaccinarsi fa bene, soprattutto in una Puglia sempre più longeva

Vaccinarsi fa bene, soprattutto in una Puglia sempre più longeva

Vaccinarsi fa bene, soprattutto in una Puglia sempre più longeva
In tutto ci sono 20 anziani ogni 100 abitanti, il 3% in più rispetto a dieci anni fa. Per gli over 65 è possibile difendersi non solo dall’influenza, ma anche dalla polmonite pneumococcica e dal Fuoco di Sant’Antonio e le sue complicanze dolorose. Questo il messaggio unanime lanciato alla popolazione da istituzioni sanitarie, medici e associazioni della terza età, intervenuti oggi a Bari nell'ambito dell'evento promosso da Italia Longeva.

“Tenere alto il livello di attenzione sulle vaccinazioni e non abbassare la guardia sui rischi delle malattie infettive, con particolare attenzione alla popolazione anziana. I vaccini oggi disponibili prevengono le malattie, aiutano ad invecchiare in salute e salvano la vita”. È questo il messaggio unanime lanciato alla popolazione da istituzioni sanitarie, medici e associazioni della terza età, intervenuti oggi a Bari nell’ambito dell’evento “Vaccinarsi: il passo più semplice per invecchiare in salute”.
 
L’incontro è stato promosso da Italia Longeva, l’agenzia del Ministero della Salute sull’invecchiamento e la longevità attiva, con il patrocinio dell’AReS-Agenzia Regionale Sanitaria, della Società Italiana di Igiene, della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria e della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, e con un contributo non condizionante di Sanofi Pasteur MSD.

Un tema, quello della prevenzione fra gli anziani, che interessa da vicino la Puglia, toccata dal processo di invecchiamento demografico, con una crescita del 3% della quota di over 65 negli ultimi 10 anni. Il 20% della popolazione residente è costituito da anziani, pari a circa 820mila abitanti, di cui 1 su 4 ha un’età superiore agli 80 anni. L’aumento dell’aspettativa di vita è certamente un successo, ma è necessario agire per permettere all’individuo di godere della propria vecchiaia in modo pieno, consapevole e “sano”. A partire dalla prevenzione di quei fattori, ivi comprese le malattie infettive, che possono far precipitare la condizione di fragilità propria dell’anziano verso la disabilità.

“Vaccinarsi non è soltanto una ‘cosa da bambini’. La maggior parte dei cittadini ignora le opportunità e i benefici della vaccinazione anche e soprattutto per la popolazione anziana. È il caso, ad esempio, dell’immunizzazione contro l’herpes zoster, meglio noto come Fuoco di Sant’Antonio, malattia comune negli anziani, dolorosa e invalidante che può essere prevenuta vaccinandosi”, ha dichiarato Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva.

L’herpes zoster è un’infezione provocata dalla riattivazione in età adulta del virus della varicella: è destinata a soffrirne 1 persona su 4 e nel 45% degli over 60 si accompagna alla nevralgia post-erpetica, un dolore neuropatico forte, che può perdurare per anni e impedire il proseguimento di una vita normale. Tra le novità del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2016-2018, c’è proprio l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione anti-zoster che, già inserita nei programmi di immunizzazione di alcune regioni, potrà essere presto disponibile anche per i cittadini pugliesi. Completano la triade delle malattie infettive dell’anziano il più diffuso dei mali di stagione, l’influenza, e la polmonite da pneumococco. La prima colpisce ogni anno in media 4milioni di italiani, uccidendone 8mila, di cui l’80-90% sono anziani. La polmonite pneumococcica solo in Italia causa ogni anno più di 9mila decessi.

“La Puglia è sempre stata molto attenta alle politiche vaccinali per l’anziano. Siamo in piena campagna antinfluenzale e auspichiamo che, anche grazie al contributo determinante dei medici di famiglia, ci sia una risposta positiva da parte della popolazione, in particolar modo degli over 65 e dei pazienti con malattie croniche, più di altri esposti al rischio di complicanze”, ha dichiarato Giovanni Gorgoni, Direttore del Dipartimento della Promozione della Salute, del Benessere Sociale e dello Sport per tutti. “La Puglia è stata una delle prime regioni a prevedere l’offerta attiva e gratuita del vaccino anti-pneumococcico, che ha permesso di arrivare a coprire i soggetti tra i 60 e i 75 anni. Il nostro impegno è senz’altro quello di completare l’offerta vaccinale per l’anziano con l’introduzione dalla vaccinazione anti-zoster per almeno una coorte di popolazione, così come previsto dal nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale”, ha aggiunto Gorgoni.

“La vaccinazione rimane lo strumento più efficace per la prevenzione delle malattie infettive. È pertanto importante fare corretta informazione ai cittadini, sottolineando quanto la prevenzione vaccinale contribuisca a far guadagnare anni in buona salute”, ha affermato Giancarlo Ruscitti, Commissario Straordinario dell’Agenzia Regionale Sanitaria. “A parte i gravi rischi per la salute che, in alcuni casi, possono portare addirittura alla morte – continua Ruscitti – c’è la questione dei costi sanitari generati dalla mancata prevenzione, principalmente associati ai ricoveri ospedalieri, ma anche dei costi sociali dovuti all’assenteismo dal lavoro e alla conseguente perdita di produttività. Si tratta di un onere economico significativo per la collettività, che potrebbe essere evitato in presenza di una corretta e completa profilassi vaccinale”.

Proprio in riferimento all’impatto sul sistema economico delle regioni, secondo uno studio realizzato dalla Camera di Commercio di Milano, che ha preso in esame la stagione 2014-2015, nella sola provincia di Bari, l’influenza ha generato un costo di 2,4 milioni di euro, con 25mila giorni persi in malattia.

“L’invecchiamento rappresenta anche una sfida economica che le società si trovano a dover fronteggiare oggi. Promuovere una longevità attiva significa inoltre proteggere quella fascia di popolazione che oggi fa da vero e proprio ammortizzatore sociale per figli e nipoti. Un motivo in più per i decisori regionali per promuovere l’accesso alle molteplici opportunità di prevenzione a disposizione dell’anziano, ma anche un motivo in più per i cittadini per vaccinarsi e far vaccinare i propri cari”, ha concluso Bernabei.

14 Dicembre 2016

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