Vaccinazioni dell’adulto e dell’anziano: l’esperienza della Lombardia

Vaccinazioni dell’adulto e dell’anziano: l’esperienza della Lombardia

Vaccinazioni dell’adulto e dell’anziano: l’esperienza della Lombardia
Nel corso di un’iniziativa organizzata da HappyAgeing, Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo, con il contributo non condizionante di GSK, gli esperti della Lombardia hanno fatto il punto sulle vaccinazioni dell’adulto e dell’anziano previste dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale

Non solo Covid. Quando si parla di prevenzione e immunizzazione, soprattutto per gli adulti-anziani, i virus e batteri da tenere accuratamente alla larga sono anche altri: il virus influenzale, lo pneumococco, causa di polmoniti batteriche pericolose e oggi – sotto pandemia – ancora più preoccupanti da gestire, e l’Herpes Zoster (HZ), anche conosciuto come fuoco di Sant’Antonio. Per non parlare poi del richiamo per difterite, tetano e pertosse che si stanno pericolosamente diffondendo anche in Europa.
 
Da queste patologie, e non solo contro il Covid-19, oggi è possibile immunizzarsi, creando le condizioni per minimizzare i rischi di infezione e di complicanze gravi. Le Regioni, e in generale tutta l’organizzazione sanitaria territoriale, hanno un ruolo cruciale nel diffondere e organizzare le campagne vaccinali, e proprio per questo motivo di questi temi si è parlato ieri nel corso di un incontro digital su “Strategie di immunizzazione dell’adulto-anziano: cosa possiamo imparare dall’esperienza Covid-19? L’esperienza della Regione Lombarda” organizzato da HappyAgeing-Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo e interamente focalizzato sull’esperienza della Lombardia. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte dell’immunizzazione degli over 65 nella Regione.

Sono intervenuti Gabriele Pelissero, Presidente dell’Accademia Lombarda di Sanità Pubblica; Andrea Mandelli, Presidente Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani; Danilo Cereda, Direzione Generale Welfare Regione Lombardia; Luigi Vezzosi, Servizio Prevenzione delle Malattie Infettive ATS Val Padana; Anna Odone, Ordinario di Igiene presso l’Università degli Studi di Pavia

L’incontro è stato mediato da Carlo Signorelli, Ordinario di Igiene Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Segretario Accademia Lombarda di Sanità Pubblica e Michele Conversano, Direttore del Dipartimento di Prevenzione ASL Taranto e Presidente CTS HappyAgeing.

“La vaccinazione svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie infettive”, sottolinea Danilo Cereda. “Negli ultimi anni, in Lombardia, le esperienze di evidence to decision framework ci hanno permesso di decidere in maniera strutturata quali politiche vaccinali attuare nel rispetto delle indicazioni nazionali. Abbiamo attivato dei percorsi dedicati per i pazienti affetti da particolari condizioni, come l’HIV o le patologie neurodegenerative, che descrivono in maniera chiara l’offerta vaccinale più adatta a loro e disponiamo di un sistema di analisi dei dati che permette di correlare in maniera rapida le patologie e le vaccinazioni necessarie”.

Cereda osserva comunque che ci sono dei margini di miglioramento. Dopo l’esperienza Covid-19 alcune cose dovranno cambiare. “Non si può più pensare al centro vaccinare come al solo posto in cui si effettuano vaccinazioni. Ci sono altri erogatori, come i medici di medicina generale (sicuramente per quanto riguarda l’antinfluenzale ma non solo), i pediatri, le farmacie. Il centro vaccinale dovrà imparare a far fare vaccinazioni ad altri e a controllare: ci deve essere un forte raccordo sulle coperture da raggiungere e le persone da chiamare attivamente”.

Sarà importante garantire la formazione degli erogatori e migliorare la conoscenza del territorio, per sapere quali target bisogna raggiungere, dove si trovano delle nicchie di resistenza alla vaccinazione e a cosa sono dovute, aggiunge Cereda. Quest’anno sarà inoltre messo a disposizione un unico software che permetterà di associare la vaccinazione Covid-19 e la vaccinazione anti influenzale.  

Luigi Vezzosi, nel suo intervento, sottolinea l’importanza delle vaccinazioni nell’adulto e nell’anziano. “Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 ad oggi ancora vigente, per la prima volta riporta un’offerta strutturata delle vaccinazioni non solo in bambini e adolescenti ma anche nell’adulto e nell’anziano. È importante sottolineare che queste vaccinazioni sono state inserite nei LEA (Livelli essenziali di assistenza), quindi sono esigibili da parte del cittadino. Le tre vaccinazioni principali nell’adulto e nell’anziano sono quelle contro pneumococco, virus dell’influenza ed herpes zoster”, senza dimenticare che sono fondamentali i richiami decennali contro difterite, tetano e pertosse.

Per quanto riguarda l’Herpes Zoster, quest’anno c’è stata un’importante novità, con
l’introduzione di un nuovo vaccino. “Avevamo già a disposizione un vaccino vivo attenuato contro l’Herpes Zoster, il nuovo vaccino è stato prodotto con una tecnologia ricombinante, può quindi essere somministrato a soggetti immmunodepressi e immunocompromessi, inoltre è stato possibile autorizzarlo a partire dai 18 anni di età. La società italiana di igiene ha pubblicato un Position Paper in cui raccomanda l’uso di questo vaccino in particolare nei soggetti immunocompromessi. La Regione Lombardia ha effettuato una gara per reperire 200.000 dosi di questo vaccino”.

I temi sono stati discussi e arricchiti di ulteriori spunti operativi all’interno di una tavola rotonda che ha visto l’intervento di Carlo Borghetti, Vicepresidente Consiglio Regionale, Regione Lombardia; Andrea Mandelli, Presidente Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani; Pierfranco Maffè, Commissario Regionale Federsanità-ANCI Lombardia; Cesare Meini, Segretario Regionale UIL Pensionati Lombardia; Elena Carnevali, XII Commissione “Affari Sociali”, Camera dei Deputati
 
L’incontro fa parte di una serie di iniziative che HappyAgeing sta organizzando su tutto il territorio nazionale, scegliendo ogni volta come focus le politiche di una specifica regione, un’occasione per raccogliere e diffondere buone pratiche lungo la penisola e sfruttare al meglio quello che è stato possibile imparare nel corso della gestione della pandemia.

29 Settembre 2021

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