Vaccini Covid. Cittadinanzattiva e Omceo Bari contro mancato coinvolgimento dei medici di famiglia

Vaccini Covid. Cittadinanzattiva e Omceo Bari contro mancato coinvolgimento dei medici di famiglia

Vaccini Covid. Cittadinanzattiva e Omceo Bari contro mancato coinvolgimento dei medici di famiglia
Senza i medici di famiglia, secondo Cittadinanzattiva e Omceo, si rischia una minore adesione alla campagna. L'associazione chiederà un incontro alla Regione, e invita Omceo e organizzazioni sindacali dei medici ad aderire “per avviare un confronto che punti a risolvere le criticità". Anelli: “Abbiamo una rete di 4mila mmg e pls, capillarità e rapporto personale sono il valore aggiunto. Non credo che la Regione Puglia possa rinunciarci”.

I vaccini per il Covid-19 al centro dell’incontro tenutosi online negli scorsi giorni tra Cittadinanzattiva e l’Ordine dei medici di Bari. Una iniziativa che nasce sulla richiesta, da parte dell’associazione, di un confronto con i rappresentanti dei medici su alcune criticità emerse dal piano vaccinale, a partire dal mancato coinvolgimento dei medici di famiglia nella somministrazione del vaccino anti Covid per gli ultraottantenni.

“Alcuni cittadini anziani, che abitano magari in centri collocati in zone interne e non facilmente raggiungibili, saranno costretti a spostarsi di decine di chilometri per raggiungere il centro più vicino e fare il vaccino”, spiega il segretario regionale di Cittadinanzattiva, Matteo Valentino, in una nota diramata dall’Omceo Bari. “Inoltre – osserva Valentino -, si interfacceranno con persone che non conoscono, con cui non hanno familiarità, anziché con il proprio medico che conoscono da anni e con cui hanno stabilito un rapporto di fiducia. Questo non è irrilevante, dato che stiamo parlando di persone molto anziane, e pone criticità anche sul fronte del consenso informato, un punto su cui Cittadinanzattiva insiste da anni. Al momento non crediamo che ci siano le migliori condizione per una corretta informazione del paziente.”

II timore è che tutti questi aspetti possano anche creare paura e diffidenza nei cittadini e incidere negativamente sulla partecipazione alla campagna vaccinale.

“I medici di famiglia costituiscono una rete presente in modo capillare sul territorio, conoscono i propri pazienti e hanno con loro un rapporto fiduciario. Chi meglio di loro può vaccinare la popolazione anziana? I dati dell’ultima campagna vaccinale antinfluenzale dimostrano come i medici di medicina generale costituiscano un presidio sanitario fondamentale sul territorio, ancora più prezioso in tempi di pandemia”, dichiara nella nota Filippo Anelli, Presidente Omceo Bari. “La Regione Toscana ha appena firmato un accordo che prevede che i medici di famiglia somministreranno il vaccino Pfizer-BioNTech o Moderna ai pazienti ultraottantenni nei propri studi oppure in strutture idonee individuate e messe a disposizione dalle aziende sanitarie. Con un minimo di organizzazione si può fare. Abbiamo una rete di 4mila medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Capillarità sul territorio, conoscenza dei propri assistiti e rapporto personale sono il valore aggiunto che la rete della medicina di famiglia può apportare alla campagna vaccinale. Non credo che la Regione Puglia possa rinunciarci”.

L’Ordine dei medici ha inoltre evidenziato come, “in base alla Legge 219 sulle DAT, a quella 24/17 e all’articolo 35 del codice deontologico, il consenso informato alla vaccinazione Covid-19 previsto dalle disposizioni ministeriali, così come qualsiasi altro atto medico, non può essere acquisito da un operatore sanitario generico ma esclusivamente da un medico il quale ha il compito di illustrare al cittadino, sulla base della rilevazione dello stato di salute del paziente, gli stati patologici possibili anche se improbabili di una prestazione sanitaria”. A tale scopo la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici – Fnomceo ha già inviato una nota a tutti gli Ordini d’Italia e chiesto al Ministero della Salute e all’Agenas di precisare le modalità di acquisizione del consenso informato, che non può essere una mera raccolta di dati ma deve essere frutto di un colloquio tra il medico ed il cittadino.

Su questi temi Cittadinanzattiva ha annunciato che chiederà all’Assessore alla Salute della Regione Puglia un incontro. Inviterà ad aderire anche l’Ordine e le organizzazioni sindacali dei medici per avviare un confronto che punti a risolvere le criticità emerse e risponda ai bisogni dei cittadini in termini di sicurezza, accessibilità e rapporto personale di fiducia nel processo di acquisizione del consenso per la vaccinazione.

15 Febbraio 2021

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