Vaccino covid. Gli psicologi siciliani chiedono di essere inseriti nelle liste di priorità

Vaccino covid. Gli psicologi siciliani chiedono di essere inseriti nelle liste di priorità

Vaccino covid. Gli psicologi siciliani chiedono di essere inseriti nelle liste di priorità
L’Ordine regionale evidenzia come siano “tanti gli psicologi impegnati ogni giorno in attività di tutela e cura della salute mentale dei cittadini, anche al di fuori delle strutture sociosanitarie pubbliche e private sparse per la Sicilia”. “Sappiamo che ci sono delle priorità, ma riteniamo che l'assessorato debba considerare la possibilità di inserire i nostri professionisti in questa fase precoce del Piano”, afferma Gaetana D’Agostino, presidente dell’ordine regionale.

“Sono tanti gli psicologi impegnati ogni giorno in attività di tutela e cura della salute mentale dei cittadini, anche al di fuori delle strutture sociosanitarie pubbliche e private sparse per la Sicilia”. E tanti quelli che, “spesso si trovano a dover lavorare in circostanze o contesti che potrebbero potenzialmente esporre i professionisti al contagio: comunità per minori, bambini che soffrono di un disturbo del neurosviluppo, soggetti con altre disabilità che consentono di non indossare la mascherina chirurgica e tanto altro ancora.”

Per questa ragione l’Ordine degli psicologi della Regione Siciliana ha invitato l’assessorato regionale alla Salute guidato da Ruggero Razza a considerare l’opportunità – “come hanno già fatto in Piemonte e Friuli Venezia Giulia” – di inserire gli iscritti all’albo degli psicologi nella prima fase del piano vaccinale dopo i soggetti che rientrano nelle fasce a rischio e il personale medico, infermieristico e sanitario in generale.

“Sappiamo che ci sono delle priorità ma, considerando il tipo di attività sanitaria svolta dagli psicologi, riteniamo che – afferma Gaetana D’Agostino, presidente dell’ordine regionale – l'assessorato debba considerare la possibilità di inserire i nostri professionisti in questa fase precoce del Piano così da garantire adeguata protezione sia a loro sia ai numerosi, e spesso fragili, pazienti”.

13 Gennaio 2021

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