Veneto. A Verona il primo centro di robotica sperimentale italiano

Veneto. A Verona il primo centro di robotica sperimentale italiano

Veneto. A Verona il primo centro di robotica sperimentale italiano
Il centro, nato da una collaborazione tra il Politecnico di Milano, l’Azienda Ospedaliera e l’Università di Verona, avvierà progetti di sviluppo dell’utilizzo del robot negli interventi chirurgici più delicati, a cominciare dalla neurochirurgia.

Lo sviluppo dell’applicazione clinica della robotica è una nuova frontiera della chirurgia, per varcare la quale è nato all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona il primo Centro di Chirurgia Robotica Sperimentale d’Italia, realizzato grazie ad una partnership tra il Politecnico di Milano, l’Azienda Ospedaliera e l’Università di Verona. L’avveniristica struttura, già pronta per entrare in attività, è stata presentata ieri al Polo chirurgico Confortini di Borgo Trento. In questa sorta di “astronave sanitaria”, allestita in tutto e per tutto come una sala operatoria, si studieranno, realizzeranno e sperimenteranno progetti di sviluppo dell’utilizzo del robot negli interventi chirurgici più delicati, a cominciare dalla neurochirurgia. Tre progetti sono già in fase molto avanzata e potranno essere trasferiti nell’attività chirurgica quotidiana tra pochi mesi.

“Sembra fantascienza – ha detto l’assessore alla Sanità, Luca Coletto – ed invece è una realtà e siamo orgogliosi che sia stata realizzata proprio in Veneto dove, nonostante le grandi difficoltà economiche generali del momento,la sanità continua a sfornare eccellenze come questa”. “Con il grande pregio – ha aggiunto – di essere una forma di ricerca che non rimane chiusa all’interno degli ambienti scientifici, ma vede scienziati, studiosi e medici lavorare per portare i loro successi sul tavolo operatorio e quindi curare e assistere i pazienti sempre meglio. L’utilizzo di questi robot ridurrà infatti quasi a zero il rischio di errori durante gli interventi; li renderà sempre meno invasivi, consentirà ai chirurghi di spingersi laddove le tecniche tradizionali impedivano di arrivare rendendo così ancor più incisivo l’effetto degli interventi”.

Alcune possibili applicazioni della robotica sono poi state illustrate nel corso di una visita al nuovo centro. Ad esempio, molti interventi potranno essere realizzati senza aprire al scatola cranica, ma praticando un “forellino” di un centimetro di diametro attraverso il quale inserire strumenti miniaturizzati e robotizzati, comandati dal chirurgo tramite joystick. Il cervello èl amacchina più sofisticata e delicata del corpo umano, dentro la quale operare è sempre delicatissimo e rischioso. Con questi robot lo sarà molto meno, sia per gli interventi più complessi, come l’asportazione di un tumore o la risoluzione di un aneurisma, sia per quelli più “banali”, ma non meno rischiosi, come una biopsia.

Altra applicazione fondamentale sarà quella per le terapie farmaceutiche: i farmaci potranno essere infatti applicati tramite micro robot esattamente a contatto con la parte del cervello da curare, ottenendo così una maggiore incisività della cura e tempestività degli effetti e al contempo un vero e proprio crollo della tossicità degli stessi medicinali che non dovranno più entrare nel circolo sanguigno ed essere metabolizzati per produrre i loro effetti.

02 Dicembre 2011

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