Veneto. Aumentano i casi di Febbre del Nilo. Grave una donna nel Padovano

Veneto. Aumentano i casi di Febbre del Nilo. Grave una donna nel Padovano

Veneto. Aumentano i casi di Febbre del Nilo. Grave una donna nel Padovano
Un'ottantaquattreenne è ricoverata in rianimazione presso l'Ospedale di Padova. Fuori pericolo invece i due pazienti del Trevigiano. Nelle scorse settimane c'erano state alcune segnalazioni nel Polesine. Allo stato attuale, a livello europeo, non esiste vaccino contro la West Nile.

Aumentano i casi di West Nile nel Veneto e inizia a crescere la preoccupazione. Nelle settimane scorse le segnalazioni nel Polesine, poi in questi ultimi giorni i ricoveri nel Padovano e nel Trevigiano.
 
La Febbre del Nilo è una malattia infettiva acuta trasmessa tramite le punture di zanzare infette del genere “culex”, cioè quello che escono soprattutto all’imbrunire. Si manifesta dopo un periodo di incubazione variabile tra i 3 e 15 giorni a partire dalla puntura dell’insetto. Nella maggior parte si viene colpiti esclusivamente da sintomi simil-influenzali, mentre la forma più grave, ma anche piuttosto rara, determina la compromissione del sistema nervoso centrale e si esprime encefalite o meningite. Purtroppo non esiste un vaccino a livello europeo, anche se è allo studio.

Il caso che desta i maggiori timori è quello registrato nel Padovano. Una donna di 84 anni, residente a Bagnoli di Sopra, è ricoverata in gravissime condizioni. La paziente è entrata lunedì scorso nel reparto di rianimazione e si sta cercando di tenerla in vita in ogni modo.
 
E’ invece rientrato l’allarme per i due pazienti affetti da febbre del Nilo che erano stati ricoverati nei giorni scorsi presso l’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Lo ha comunicato il Servizio di Microbiologia della struttura. Entrambi sono del tutto fuori pericolo. Il primo caso riguarda un uomo di cinquant'anni che ha sviluppato un quadro di meningite a rapida risoluzione senza alcun residuato. Dall'anamnesi dei pazienti, alla luce dei dati epidemiologici, secondo i sanitari, si può ipotizzare che i due pazienti possano essere stati infettati in zone già segnalate per la presenza di insetti positivi al virus West Nile.

Nei giorni scorsi era scattato l’allarme nel Polesine, nella zona di Rovigo, dove erano arrivati all’attenzione dei medici tre casi di infezione da virus West Nile. Immediatamente l’azienda Ulss 18 di Rovigo aveva garantito la prosecuzione delle disinfestazioni adulticide e larvicide secondo le indicazioni regionali e ministeriali. Sulla questione era intervenuto anche il Comune di Rovigo, assicurando che “la situazione è sotto controllo e chiediamo la collaborazione dei cittadini verso i tecnici che dovranno eseguire gli interventi a domicilio e per l’osservanza di alcune importanti azioni preventive”.

 

29 Agosto 2013

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