Veneto. Medici di famiglia proclamano 29 giorni di sciopero telematico. Le Ulss minacciano di annullare le convenzione

Veneto. Medici di famiglia proclamano 29 giorni di sciopero telematico. Le Ulss minacciano di annullare le convenzione

Veneto. Medici di famiglia proclamano 29 giorni di sciopero telematico. Le Ulss minacciano di annullare le convenzione
“Attaccano il nostro diritto allo sciopero, ma noi andiamo avanti”, afferma Liliana Lora, segretario regionale Smi. “Abbiamo scelto di cominciare con l’unica forma di protesta che non crea disagi all’utenza, perché useremo la ricetta rossa. Quindi nessun mancato adempimento, da parte del singolo professionista, degli obblighi contrattuali”, precisano Fimmg, Snami, Smi e Intesa Sindacale, che in una nota congiunta confermano la protesta.

Il segretario regionale del Sindacato dei Medici Italiani, Liliana Lora, denuncia il tentativo delle Ulss di bloccare lo sciopero telematico indetto dall’Intersindacale contro “lo smantellamento della rete di cure primarie nella medicina territoriale, la mancata attivazione delle Medicine di gruppo integrate, la mancata realizzazione dei percorsi necessari al processo di informatizzazione, l'affidamento degli ospedali di comunità a gestione ospedaliera e non più del territorio, l’arbitraria riorganizzazione dell'assistenza medica nelle Case di riposo”.

Fimmg, Snami, Smi e Intesa sindacale hanno indetto, unitariamente 29 giornate di astensione, utilizzando lo strumento del blocco telematico delle prescrizioni dematerializzate, ricorrendo quindi solo all’uso delle cartaceo. “Così facendo – spiega Liliana Lora- le conseguenze della protesta sarebbero ricadute solo sulla burocrazia regionale, e non sui pazienti. Ma in questi giorni le Ulss hanno inviato delle circolari ‘minacciose’ ai medici di medicina generale per ‘dissuaderli’ da questa loro libera scelta”. In particolare le Ulss starebbero minacciando l’annullamento della convenzione con i medici di famiglia.

“È un chiaro attacco al diritto di sciopero da parte della Regione Veneto – conclude Lora – ma anche una grottesca manovra contro una manifestazione di protesta che avrebbe evitato la chiusura degli ambulatori e quindi disagi per i cittadini. Così vogliono costringerci a bloccare i servizi sanitari sul territorio. Una grave responsabilità del governo regionale”.

I sindacati, però, non si sono lasciati intimidire e hanno confermato la protesta evidenziando: “La forma di mobilitazione sindacale individuata costituisce legittimo e corretto esercizio del diritto di  sciopero costituzionalmente garantito”, che “non può in alcun modo essere configurata alla stregua di un rifiuto di assicurare singole operazioni oggetto della convenzione in essere e non può essere considerata fonte di inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del singolo professionista”.

08 Settembre 2017

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