Verso le elezioni. Lazio. Ecco il programma di Storace. “Un referendum per abolire il Commissariamento”

Verso le elezioni. Lazio. Ecco il programma di Storace. “Un referendum per abolire il Commissariamento”

Verso le elezioni. Lazio. Ecco il programma di Storace. “Un referendum per abolire il Commissariamento”
“Mai più tecnici a decidere della salute dei cittadini”. È con questa proposta che si apre il capitolo sulla sanità presente nel programma lanciato ieri dal candidato per il centrodestra alla presidenza della Regione. Tra le proposte più territorio, ridurre a 8 le Asl e attivare 8 mila posti Rsa nel triennio.

“Il Lazio che riparte è quello che conta le persone da salvare negli ospedali e nel territorio e non solo i denari che servono”. Così nel suo editoriale pubblicato sul Giornale d’Italia, il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Francesco Storace, ha sintetizzato il suo programma di governo della Regione presentato ieri a Roma presso la sala centrale del Tempio di Adriano. Ampio spazio è stato riservato alla sanità. Qui Storace parla di una “drastica inversione di rotta” necessaria.

La situazione di partenza dovuta all’enorme deficit di bilancio non è facile e l’ex presidente della Regione Lazio ne ha piena consapevolezza. Non a caso decide di aprire il capitolo dedicato alla sanità del suo programma con una ‘crociata’ contro i tecnici “senz’anima e senza responsabilità” mandati dal Governo per operare tagli e decidere della salute dei cittadini: “Proponiamo un voto-referendum per una Regione che si liberi del fardello del commissariamento della sanità”.

La nuova classe dirigente, secondo il presidente de La Destra, dovrà porre a tutto il Paese il problema della sottostima ventennale del contributo dello Stato alla Regione. “Basti pensare – si legge – che nella nostra regione abbiamo la più alta concentrazione di Policlinici Universitari che determinano un sovracosto stimato in 160 milioni di euro a carico del Servizio sanitario regionale che andrebbe invece ripartito tra tutte le regioni che poi utilizzano i medici che noi formiamo”.

Il vero nodo del programma sanitario è identificato da Storace “non tanto nel continuare a ridurre la spesa con tagli lineari, ma soprattutto nell’implementare la riqualificazione del Sistema. In poche parole, serve razionalizzazione, non razionamento, proseguendo la definitiva implementazione della riorganizzazione del servizio sanitario già progettata in questi tre anni”. L’intenzione, a tal fine, è quella di istituire “l’anagrafe della fragilità”, una banca dati che consenta di identificare in modo specifico per ciascun territorio (distretto, quartiere, comune) gli elementi di rischio sanitario e sociale e le persone ritenute “più deboli”, in modo da poter programmare e realizzare risposte assistenziali mirate sulla base dei reali bisogni di salute e senza spreco di risorse.

L’integrazione dei servizi sociali e sanitari sarà un ulteriore obiettivo di “fondamentale importanza”, al punto da proporre l’unificazione delle competenze sulla sanità e sul sociale sotto un unico Assessorato. Sempre in quest’ottica nel programma si propone il potenziamento dei “Punti unici di accesso integrati sociosanitari” a livello distrettuale partendo dai 42 già attivati sul territorio.

Il Medico di medicina generale avrà un ruolo importante, specie nella riorganizzazione prevista del Distretto sanitario. Sarà chiamato a “integrarsi nella rete dei servizi territoriali, costituendo un punto di riferimento costante per il cittadino”. L’attenzione è stata rivolta anche alla figura dell'infermiere di famiglia, cui si potrà demandare la costruzione dell’Anagrafe della Fragilità e la richiesta dell’intervento della rete dei servizi territoriali, permettendo interventi preventivi o assistenziali mirati. In questo sistema poi, lo sviluppo dell’assistenza domiciliare integrata (Adi) avrà un ruolo assolutamente prioritario: “Lavoreremo con la rete di volontariato del Lazio per arrivare ad attivare almeno 50 mila prese in carico nei prossimi 3 anni. di cui 30.000 per le persone non Autosufficienti ed altrettanti per le persone con disabilità”.

Per quanto riguarda gli ospedali, nel programma Storace propone una loro organizzazione per intensità di cure. “Si creeranno percorsi differenziati all’interno dell’ospedale, tra emergenza–urgenza e attività programmata, delineando così percorsi specifici per i pazienti provenienti da Pronto Soccorso e per le attività dell’area chirurgica”.

Si prevede, inoltre, l’attivazione di “almeno 8 mila posti residenziali (Rsa) nel prossimo triennio per anziani e disabili non autosufficienti”. I primi 1600 nelle intenzioni dovrebbero essere attivati entro il 2013. Il presidente de La Destra torna poi a proporre la riduzione del numero delle ASL da 12 a 8 (con l’obiettivo finale di giungere a 6 entro la fine della legislatura).

Altra “spesa storica” del servizio sanitario regionale affrontata nel programma è quella farmaceutica. Qui, oltre al rigoroso controllo delle prescrizioni volto a ridurre il problema dell’inappropriatezza prescrittiva, “è nostra intenzione potenziare al massimo tutte le forme di distribuzione del farmaco in diretta collaborazione con i rappresentanti di categoria dei farmacisti. La medesima attenzione va posta sui costi della distribuzione diretta da parte delle Asl”.

Per il problema delle liste di attesa si pensa a separare quelle per procedure diagnostiche e quelle per procedure terapeutiche, che presentano numeri e problematiche assistenziali diverse. Nella partita riveste, di nuovo, un ruolo fondamentale il Medico di medicina generale, il quale attribuirà alle richieste di esami di laboratorio, prestazioni di diagnostica strumentale e visite specialistiche un codice di priorità, in base al diverso grado di urgenza della prestazione.

Per quanto attiene, poi, alla Rete dell’emergenza, oltre ai Dea (Degenza ad elevata assistenza) di II° livello periferici già realizzati, “saranno garantite sufficienti risorse per l’intera l’attività di Emergenza regionale e per la riqualificazione dell’azienda Ares 118. Entro il 2013 tutte le ambulanze saranno dotate di un sistema di teleconsulto per la diagnosi precoce dell’infarto e l’invio diretto del paziente alla struttura più appropriata”.

Infine, il privato in convenzione. “Sarà nostro compito agevolare l’inserimento delle strutture accreditate private nella rete informatica regionale (Recup) sia per ciò che riguarda le prenotazioni che per quanto riguarda l’emergenza. Al pari intendiamo completare l’azione di accreditamento definitivo secondo la quale tutti gli erogatori dovranno essere dotati degli stessi requisiti.

Ultimo, ma decisiva priorità, è la promozione della salute da conseguire attraverso il potenziamento del settore della prevenzione. Ciò sarà realizzato mediante una duplice azione che prevede da una parte l’individuazione e il potenziamento dei fattori di benessere (prevenzione), dall’altra la rimozione delle cause e dei fattori di malattia (tutela della salute).

06 Febbraio 2013

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